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MICHAEL JACKSON BAD AGAIN: ATILLA CEYLAN MAKING A NEW 3D “BAD” PROJECT

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Per Michaelmania abbiamo fatto quattro chiacchiere con il 3D Character Creature Concept Artist Atilla Ceylan. Ci ha parlato del suo nuovo progetto 3D e del suo essere fan.


Ciao, iniziamo sempre le nostre interviste con una piccola presentazione, cosa diresti a chi ancora non ti conosce?
Ciao e grazie per questa bella opportunità. Mi chiamo Atilla Ceylan (“il flagello di Dio” LOL). Ho discendenze turche ma sono nato a Vienna in Austria dove ho studiato 3D Arts e Animazione. Oggi vivo a Vancouver, in Canada, con mio figlio, Temujin, e nonostante sia un padre single, mi occupo anche di realizzazioni di creature 3D per il cinema e per alcune produzioni televisive. Se potessi avere un po’ più di tempo libero per me, penso lo userei per proseguire i miei progetti personali (come quello su Michael Jackson e il nuovissimo appena iniziato su Jackie Chan). Amo e apprezzo le culture, le tradizioni e le religioni. Mi ritengo una persona rispettosa e ho un alto senso della giustizia.

Sul tuo sito web atillaceylan.com ti definisci “3D Character Creature Concept Artist”. Cosa fai esattamente nel tuo lavoro?
In breve, io realizzo mostri. Visualizzo di fatto l’idea di un regista e i suoi desideri attraverso un personaggio o una creatura in 3D. Generalmente è un lavoro che rimane digitale, viene animato e renderizzato anche se qualche volta è stato usato per creare un costume indossato da un attore o un modellino per altre esigenze di produzione.


Michael Jackson Digital rendering
Studying Michael Jackson – courtesy of Atilla Ceylan

A guardare dalle foto online sembri molto giovane, nonostane questo hai già un invidiabile curriculum. Partendo dalla passione per i supereroi sei diventato un punto di riferimento per l’industri dell’intrattenimento, cinematografico e televisivo. E’ stato un processo difficile? Come è avvenuto il tutto?
Grazie per le belle parole. Ho sempre disegnato i miei mostri ed i eroi e personaggi preferiti fin da quando ero ragazzino. Ho sempre voluto fare qualcosa in quella direzione per vivere ma non ho mai avuto idea di quello che sarebbe potuto diventare. Fino a quando ho scoperto il 3D. Il Digital Sculping per essere esatti. E’ venuto naturale per me e mi sento veramente fortunato di poter fare un lavoro per vivere che ho sempre amato. Mio padre mi ha sempre detto di rimanere sempre occupato e motivato. Ed è quello che sto facendo.

Quando c’è una buona motivazione, niente sembra essere troppo difficile. Dopo essermi diplomato al college in 3D Arts and Animation a Vienna, ho lavorato come freelancer. Come 3D Character Artist, un po’ qui e un po’ la per qualche studio locale, generalmente posti specializzati in videogames, mobile games e spot pubblicitari. Da li ho rifiutato molte proposte per un lavoro full time, per rincorrere la mia speranza e passione di trasferirmi in una nazione dove si parlasse inglese, preferibilmente nel Nord America. Volevo andarmene da Vienna con tutte le mie forze e ho investito tutto il mio tempo libero per sistemare al meglio il mio portfolio in modo da avere una chance per potermi presentare a qualche studio all’estero.

Ero arrivato al punto che molti dei miei amici preoccupati mi avevano suggerito di smettere di sognare e di svegliarmi, perchè, secondo loro, non ce l’avrei mai fatta. Bene… mi piacciono le sfide e la prima è arrivata appena mi sono trasferito a Toronto, Canada, dove ho iniziato a lavorare nella mia nuova posizione di 3D Character Artist alla Mr.X Inc.

Arrivare a lavorare per importanti produzioni è sicuramente una cosa eccitante. C’è un progetto al quale sei particolarmente legato? E hai qualche tipo di preferenza sul lavoro?
Lavorare in una grossa produzione cinematografica è qualcosa di ovviamente eccitante. Specialmente se parliamo di una progetto di Guillermo Del Toro (GDT). Come Michael Jackson è il re del pop, Bruce Lee il re del Kung Fu, Jackie Chan il re dell’azione, Guillermo Del Toro è il re dei “mostri”. Nessuno parola penso possa descrivere come ci si sente a poter lavorare con una persona di quel calibro. E sottolineo quel “con” perchè nonostante lavorassi per una produzione GDT, lui mi ha sempre trattato con dignità e mostrato sempre molto interesse nel mio lavoro e per la mia persona. Ritengo di essere stato immensamente onorato. GDT + un perfezionista (che è una cosa positiva) e molto esigente (che è altrettanto positivo). Dopo ben 4 progetti con lui, ho guadagnato una certa esperienza, tale che probabilmente non avrei potuto fare in una intera vita.

Così questa è una delle cose che preferisco nel lavoro. Essere rispettosi verso gli altri, spingere i tuoi colleghi a dare il meglio e lavorare con il cuore e con passione fino a che il tutto sia perfetto (o il produttore ti dica di smetterla perchè si è andati fuori budget! LOL). Uno dei miei sogni ed obbiettivi nella vita era di potere un giorno mostrare a mio figlio un poster di un film con una mia creatura sopra, una di quelle alle quali abbia lavorato. E penso di esserci riuscito con il manifesto del film “Shape Of Water”.


Shape Of Water poster
The Shape Of Water – Guillermo del ToroTSG Entertainment

Lavorare in ambienti così competitivi come l’industria dell’intrattenimento richiede abilità non comuni, passione e costante studio. E’ un ambiente che continua ad evolversi e che richiede di essere sempre al passo con le nuove tecnologie, quali dritte daresti ad un ragazzo con la passione per i supereroi che volesse seguire il tuo esempio e diventare 3D Character Creature Concept Artist?
La risposta sta nella domanda. E’ un ambiente altamente competitivo, occorre rimanere costantemente aggiornati sulle ultime versioni software e tecnologie legate al lavoro. Serve creare della buona arte. Non solamente per se stessi. Occorre che ciò che si crea possa essere interessante per gli altri. Abbia un appeal. Non si potrà piacere a tutti ma se si conosce il proprio target sarà più facile avvicinarsi all’obbiettivo. Non nascondere il proprio lavoro. Farlo vedere e raccogliere feedback e critiche. Aiutano a crescere come artista e al tempo stesso fanno notare i tuoi lavori. Insegnerò in un corso alla Vertex School a partire dal prossimo 9 Agosto, 2020 sulla creazione di personaggi per i film.

Questo per quanto riguarda il mondo del lavoro, nel tempo libero invece cosa fai, hai preferenze?
Come ho già detto, sono un padre single. Ovviamente adoro passare del tempo con mio figlio e cercade di coinvolgerlo in alcuni dei miei progetti (senza dimenticarmi dei suoi). L’ho registrato mentre canta la mia canzone preferito di Michael Jackson e ho rappato con lui le nostre canzoni hip hop preferite. Guardiamo insieme film horror, anche se ci spaventiamo entrambi dopo averli visto e insieme condividiamo tutta una serie di interessi soprattutto nel campo dell’arte. Spero, un giorno di riuscire a mettere in piedi un “Creature Shop” con mio figlio e gestirlo insieme. A parte tutto ciò, mi piace il calcio, spesso ci giochiamo insieme e, quando lui dorme e io ho finito di lavorare, gioco a Pro Evolution Soccer.

All’interno del tuo portfolio abbiamo notato una produzione che ci ha colpito molto per la qualità dei dettagli, la creazione di un Michael Jackson virtuale, come è nato il progetto? E, supponiamo, tu stia lavorando con un team…
Prima di tutto, grazie. A dire il vero è iniziato tutto con una delusione. Avevo comprato la doll di Bad di Michael Jackson e non ero rimasto contento della realizzazione della testa. Inizialmente volevo semplicemente riscolpire la testa, stamparla in 3D, colorarla e rimpiazzarla ma alla fine mi sono ritrovato a rifare l’interdo corpo outfit compreso. Il mio collega, Jim Su, si è offerto di costruire uno scheletro di Michael Jackson da poter animare virtualmente. Così è nato il tutto.


MICHAEL JACKSON BAD AGAIN: <span>ATILLA CEYLAN MAKING A NEW 3D "BAD" PROJECT</span>
The Dream Team: from left Michael Issa Rubio, Temujin (Atilla’ son), Jim Su e Atilla Ceylan.

Mi prendo cura della parte artistica delle cose (il modellino 3D di Michael, sfondi, luci, inquadrature, l’editing, nonchè la musica e gli effetti, mentre lui si occupa degli aspetti tecnici (la dinamica dei capelli, dei vestiti, del viso). E, siccome Graham Qually (Capture Team Lead & Motion Capture Specialis) ci ha offerto di poter usare i suoi laboratori di ripresa, abbiamo assunto un ballerino ed attore, Michel Issa Rubio, per riuscire ad avvicinarci il più possibile alle mosse del re del pop nonchè alla sua mimica. Michel ha fatto un lavoro fantastico. Se ci fosse qualcuno la fuori che volesse unirsi al lavoro mio e di Jim per questo progetto, non esiti a farsi avanti e a contattarmi.


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All’interno del tuo sito web sostieni che questo sia un lavoro personale e che sia un tributo verso “chi ha avuto un grande impatto nella mia vita, un progetto da un fan per i fan”. Da quanto tempo sei fan di Michael Jackson e perchè hai scelto proprio l’era BAD per rappresentare Michael?
Avevo solo 4 anni quando mio padre mi ha mostrato il videoclip di BAD. Da qual momento, sono diventato un fan. Ho persino un filmato di quel periodo nel quale cantavo Bad, la canzone intera. (naturalmente le uniche parole giuste che riusciva a ripetere erano “Who’s Bad” e “Cha’mone” LOL). Ecco perchè ho scelto quell’era, e quella specifica canzone. Mi ricorda in modo profondo Michael e sono molto attaccato a questo brano.

Non ci viene in mente nessun progetto 3D/Animazione o virtuale dedicato all’era BAD. Alcuni progetti in giro per il mondo hanno rappresentato Michael in “Thriller” o nella “Dangerous” era. Questa è la prima volta che ci capita di vedere un lavoro del genere che riprenda l’era Bad ed in particolare il videoclip. Pensiamo sia un’ottima idea e ci piace un sacco. Quale posto occupa nella tua memoria l’album BAD e il relativo shortfilm?
L’album BAD è il disco con il quale sono cresciuto, quello che mi ha segnato maggiormente, quello che mi ha formato. Mi piaceva anche il look di Michael in quel periodo, il suo costume, lo stile, l’attitudine, il messaggio, il film Moonwalker, insomma tutto. Il videoclip di Scorsese è un capolavoro assoluto nel settore. Mi piace il contrasto che è riuscito a dare, un ambiente che mi si addice, soprattuto negli ultimi anni.

Abbiamo scoperto che stai lavorando ad un vero e proprio short film … Hai mai pensato di inviarlo o farlo vedere alle persone che ora si occupano degli interessi del cantante, la Michael Jackson Estate? Le persone che oggi si occupano di queste cose penso siano sempre alla ricerca di nuovi ed innovativi modi per ricordare e rafforzare la legacy di Jackson, soprattutto in ambito entertainment, visivo e utilizzando le ultime tecnologie…
Sarebbe ovviamente un sogno poter un giorno lavorare insieme al team che oggi cura gli interessi di Michael Jackson. Mi piacerebbe condividere con loro le mie idee e le mie visioni, per creare qualcosa di nuovo e fresco per i fan. Contenuti che possano spingersi verso le nuove tecnologie, VR inclusa. Magari questa intervista potrà aprire le porte per una potenziale collaborazione, non si sa mai…


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Michael Jackson BAD exclusive preview courtesy of Atilla Ceylan

Tornando al tuo essere fan di Jackson, hai un suo ricordo particolare? L’hai mai incontrato o sei stato ad un suo concerto o visto in un’altra occasione?
Non ho mai incontrato Michael Jackson di persona. Avrei voluto andare al concerto di Vienna del Dangerou Tour ma ero troppo piccolo, sono sicuro che poi i biglietti sarebbero costati troppo, soldi che al tempo non avevamo. L’ho comunque visto più avanti in TV (Dangerous Concert in Bucharest) e mi ha completamente rapito. Grazie a Dio l’abbiamo registrato e di quella VHS ho fatto uno scempio a furia di paure, rewind, slow motion, play, rewind per riuscire ad imparare i passi e la mimica di Jackson.

Una dei momenti che ricordo con maggior piacere è la versione a cappella di “Who Is It” che Michael ha fatto durante l’intervista di Oprah Winfrey. Nessun microfono, nessun sintetizzatore o altro macchinario professionale, solo voce, solo Michael Jackson, unplugged. Ha mostrato la sua conoscenza e le sue abilità in un attimo. Come sentiva la musica, come la viveva, usando l’intero corpo per interpretarla ed esprimersi. Quel beatbox! Semplicemente magico.

Sfortunatamente, come tutti sappiamo, Michael ci ha lasciato prematuramente nel 2009 appena prima dei suoi concerti di Londra. Cosa ricordi di quel periodo e come hai avuto la notizia della sua scomparsa?
Stavo tornando a casa per comprare i biglietti per il This Is It. Avevo risparmiato abbastanza soldi e avevo voglia, bisogno di vederlo dal vivo, almeno una volta nella mia vita. Mi sono fermato per un breve pranzo da asporto e insieme al cibo ho ricevuto la terribile notizia.

Stavo già passando un periodo piuttosto pesante, qualche mese prima avevo perso mio padre per un infarto. Come ho già detto, era stato mio padre che mi aveva fatto conoscere Michael, mio padre mi aveva comprato le cassette, le riviste, t-shirts, i mocassini. Mi ha incoraggiato ad ascoltarlo, è stato lui a registrarmi mentre cantavo le canzoni del mio idolo.

Ho perso mio padre, un uomo a cui guardavo, rispettavo, che amavo e poco dopo ho perso Michael Jackson, un’altra figura che ha significato molto nella mia vita. Per molto tempo ho sentito un senso di vuoto nella mia vita… ma volete sapere una cosa… il 29 agosto 2012 (il compleanno di Michael) sono diventato padre di mio figlio Temujin Ceylan. (Se questo non è un segno del destino, non so cosa possa essere…)

Seguendo Michael sin dal 1985 rimaniamo sempre sorpresi di come abbia potuto influenzare intere generazioni. Persone di ogni ordine e grado, artisti e persone normali. Il tuo progetto è solo l’ultimo esempio di come la superstar fosse amata. Cosa ti sentiresti di dire ai fan che leggerenno questa tua intervista?
Riguardatevi il discorso del reverendo Al Sharpton. Quello che ha tenuto al memorial di Michael Jackson. Se uno dovesse esprimere una leggenda in poche parole, Il Reverendo Al Sharpton ha detto tutto.

SONIC FANTASY – THE INTERVIEW

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DAI NOSTRI AMICI DI MJSTREET E RICHARD LECOCQ L’INTERVISTA TRADOTTA A MARCOS CABOTA’, REGISTA DI “SONIC FANTASY”, IL DOCUMENTARIO DEDICATO A THRILLER CHE VEDREMO TRA POCO…

Nell’arco di un paio d’anni l’album Thriller celebrerà il suo 40esimo anniversario. Un album, che, tutt’oggi, rimane l’album più venduto di tutti i tempi. Questo mito inesauribile ha ispirato il regista spagnolo Marcos Cabotà. Da sempre ammiratore del re del pop, Marcos ha deciso di imbarcarsi in un ambizioso progetto: raccontare la storia di Thriller attraverso un documentario che desse voce a tutti quelli che erano con Michael Jackson in studio nel 1982. In un unico e particolare clima primaverile dominato dal COVID19, il regista ha trovato il tempo di rivelare alcuni dei segreti di questo nuovo atteso progetto.


MJSTREET: Come è nato il progetto innanzi tutto…

Marcos Cabotà: Prima di tutto, adoro Michael Jackson e poi sono un regista qui in Spagna. L’ultimo documentario che ho realizzato 3/4 anni fa si chiamava “I Am Your Father” e parlava di Darth Vader. E’ stato un grande successo ed è stato venduto in tutto il mondo. Netflix ne ha comprato i diritti. Per questo documentario sono stato anche nominato per un “Goya” (l’equivalente dell’Oscar spagnolo). E’ stato semplicemente fantastico. Da allora molti dei miei amici mi hanno sempre detto: “Ora devi fare un documentario su Michael Jackson”. Questo perchè loro sapevano che avevo due passioni nella mia vita, Star Wars e Michael Jackson. Non sapevo in realtà come iniziare perchè Michael Jackson è decisamente un soggesto molto vasto di cui occuparsi ed ero abbastanza confuso a riguardo.

Così ho dovuto prendermi tutto il mio tempo e rifletterci sopra. Se avessi dovuto fare un documentario su Michael Jackson non avrei voluto fare qualcosa solo per i fan, ma qualcosa che si sarebbe rivolto a tutti quanti. L’impatto di Michael è stato globale e abbiamo dovuto trovare il giusto approccio. Poi ho pensato a Thriller. E’ l’album più venduto al mondo e ce n’è solo uno a quel livello. Mi sono reso conto che non c’era niente che parlasse di Thriller. L’Estate non aveva ancora fatto nulla. Ho trovato incredibile che non ci fosse un documentario dedicato all’album più venduto di tutti i tempi. Ci sono certo stati libri, ma nessun film realizzato per Thriller.

Così ho iniziato a consultare quei libri. Al tempo stesso Thriller non è il mio album preferito. Ho cercato di capire meglio la storia di questo disco, capirne meglio l’impatto. E’ ho realizzato come ci fosse una storia dietro che meritasse di essere raccontata. Così i miei amici Toni e Laura (di MJHideout) hanno giocato un ruolo importante nella storia.

Come regista sapevo che avrei dovuto contare sul supporto di persone come Toni e Laura. Toni è praticamente un’encliclopedia vivente riguardo a Michael Jacckson e Laura non è seconda a nessuno quando si tratta di organizzare un progetto.

Poi, con loro due dalla mia parte, le cose hanno iniziato a divenire più semplici. Sono stato con loro in Francia per partecipare ad uno dei MJ Music Day, uno degli interessanti seminari di Michael Prince e Bard Buxer. Eravamo li come fan che partecipavano ad un evento. E, ad un certo punto è stato mostrato il trailer per un documentario dedicato alla carriera di Bruce Swedien, dai suoi esordi a Chicago all’album Invincible.

Ho contattato il regista di quel film, Gareth Maynard, inglese e che aveva stoppato di promuovere il documentario per diversi anni. L’ho guardato e mi sono detto: “E’ buono, non è perfetto, ma non è male”. Ho cercato di guardarlo con gli occhi del professionista, come regista. E ho trovato che fosse una vergogna che un film del genere non fosse stato mandato in onda e visto in tutto il mondo. Alla fine della proiezione sono andato da Gareth e gli ho detto: “E’ carino come documentario”. E ho aggiunto… cosa ci vuoi fare ora? E lui mi ha risposto: “Niente. Sette anni sono passati da quando l’ho realizzato, non posso più venderlo, non c’è niente che io possa fare.”

Sono tornato a casa e una settimana più tardi ero al telefono con Gareth: “Sto per fare un documentario su Thriller e mi piacerebbe che anche Bruce Swedien ne facesse parte. Questo mi permetterebbe di parlarle con lui riguardo al disco ed ascoltare il suo punto di vista. Potresti contattarlo in modo che io possa intervistarlo nella sua casa in Florida? Andrei li solo per registrare una nuova intervista e fargli un po’ di domande. Ma ho bisogno del tuo aiuto se sei daccordo.”

Ne abbiamo discusso e mi ha detto: “OK”. Si è preso il tempo di guardare i miei altri documentari e gli è piaciuto come ci avevo lavorato. Ha accettato la mia proposta ed ecco perchè poi è diventato uno dei produttori di “Sonic Fantasy”. Ho potuto guardare alcune delle riprese di Gareth e usarle nel mio documentario, ma il 95% delle registrazioni fanno parte di nuovo materiale.

Ho dovuto ri-registrare le interviste, specialmente per problemi di formato. Quando distribuisci alla televisione o attraverso Netflix, devi attenerti a determinati standard tecnici. Per il suo documentario, gareth aveva usato la sua telecamera personale, ma il tutto non rispettava questi standards. Così ho ricominciato tutto con film media, in 4K.


MJSTREET: Come hai scelto le persone da intervistare per questo documentario? Sei partito con una lista già in mente o hai aggiunto nomi mentre stavi già registrando?

Marcos Cabotà: Ho fatto una lista per iniziare. Ho iniziato anche con i libri, tipo quello che tu hai scritto con Francois (Allard), è stato molto utile per me. Ma volevo anche intervistarre persone che avevano lavorato con Bruce Swedien e Michael, anche se non erano strettamente legate al progetto Thriller, tipo Brad Buxer. Volevo sentire riguardo alla relazione tra Michael e Bruce Swedien. Ed inoltre, quando stavamo girando nella sua casa, lo stesso Bruce mi disse: “Oh dovresti sentire questo e quest’altro”… ecco come si sono aggiunti i nomi alla lista originale.

Generalmente, per un documentario della durata di un paio d’ora, scelgo una quindicina di persone da intervistare. Per questo ne abbiamo avute il doppio. Avremmo potuto anche spingerci oltre, ma avevamo solo due ora da riempire, alla fine abbiamo dovuto prendere delle decisioni.


MJSTREET: Durante la lavorazione del documentario, ci sono state convinzioni e preconcetti che alla fine sono risultati differenti? Hai cambiato idea su qualcosa riguardo alcuni degli aspetti di Thriller scoprendo nuovi aneddoti?

Marcos Cabotà: Totalmente! Mi piace Thriller, ma dopo aver fatto questo documentario, mi piace ancora di più. Capisco perchè sia diventato l’album più venduto della storia. Non è solo questione di canzoni e di musica, ma è anche una questione di contesto in cui le cose accadono. Dipende da molte cose correlate al mondo dell’industria musicale, ma anche che riguardano la società in generale. Questi sono tutti i fattori che spiegano il successo di Thriller. Ho scoperto cose che non sapevo riguardo all’album e naturalmente le ho inserite nel documentario.


MJSTREET: Mi hai detto che Thriller non è il tuo album preferito… Quindi, quale sarebbe il tuo album preferito di Michael Jackson?

Marcos Cabotà: Dangerous! Mi piace tutto di quel disco. Mi piace il modo in cui Michael Jackson, con Teddy Riley e altri produttori come Bill Bottrell e Brad Buxer hanno lavorato sull’album. Mi piace il sound innovativo di Dangerous, con canzoni come Jam, Why You Wanna Trip on Me o In The Closet. Per me Who Is It è un capolavoro.

Mi piace molto Thriller, e ora che ho lavorato a questo documentario negli ultimi due anni, è un album che apprezzo ancora di più, è magico. C’è questo incredibile team messo insieme da Quincy Jones, Michael Jackson e Bruce Swedien, senza dimenticarsi di Rod Temperton. E’ qualcosa che non può avvenire nuovamente. Questo nuovo documetario è per tutti. Tutti conoscono Thriller e Billie Jean. E il mio obbiettivo è che, una volta visto il documetario, la gente possa ascoltare l’album in un modo completamente differente.


MJSTREET: Ho visto che nel website del documentario che hai registrato anche un’intervista con Quincy Jones. E’ stato facile contattarlo? Perchè abitualmente chiede di non fargli domande riguardo a quel periodo. Il coinvolgimento di Brice Swedien nel progetto ha reso le cose più semplici?

Marcos Cabotà: Si è così. Di fatto ogni persona coinvolta si è resa disponibile perchè Bruce Swedien era il punto di partenza dell’intera operazione. Perchè, oltre a raccontare la storia di Thriller, in qualche modo abbiamo anche raccontato la storia di Bruce. Questo il motivo principale per il quale tutte queste persone hanno partecipato. Amano Bruce. E’ stato lo stesso Swedien a chiamare Quincy Jones per noi.


MJSTRETT: Se ricordo bene, il documentario potrebbe essere disponibile su Netflix. Siccome parliamo di un album leggendario, hai ottenuto il diritto di utilizzarne le musiche all’interno del girato?

Marcos Cabotà: Prima di tutto, vorrei puntualizzare, per il momento la trasmissione su Netflix non è confermata. E’ vero che i miei precedenti documentari sono stati trasmessi da Netflix in tutto il mondo, ma al momento non sappiamo se andrà su Netflix, Amazon o verrà trasmesso altrove. Ma, in ogni caso, il mio obbiettivo è quello di diffonderlo in tutto il mondo, attraverso Netflix o un’altra piattaforma.

E riguardo alle musiche, è una bella domanda. Infatti nel mio documentario su Star Wars, non sono stato autorizzato ad usare la colonna sonora del film. Così ho fatto si di produrre qualcosa in cui la musica non contasse così tanto, qualcosa che lo spettatore potesse apprezzare anche senza. Per “Sonic Fantasy” ho contattato l’Estate. Al momento non ho l’autorizzazione ad usare la musica di Thriller. Ma quello che posso già dire è che Brad Buxer è parte della soundtrack di questo documentario.

Ha suonato dei pezzi al piano e anche suonato pezzi di Michael. Ma spero che l’Estate mi permetta di usare l’originale. Ad ogni modo, questo documentario si concentra sulla storia dell’album, non volevo spendere minuti preziosi facendo ascoltare canzoni intere, proprio perchè c’è così tanto da dire riguardo alla creazione del disco. Ho preferito spendere tempo sui dettagli, aneddoti, immagini, foto e testimonianze che sono riuscito a raccogliere durante le mie ricerche. La musica è importante, ma non è tutto.


MJSTREET: Ora che hai realizzato questo documentario… hai maggiormente compreso perchè Thriller sia diventato il disco più venduto della storia?

Marcos Cabotà: Molto meglio. Come potrete vedere nel documentario, tutti volevano fare qualcosa di grandioso. Questo progetto nasceva dalle frustrazioni di Michael per aver vinto solo un Grammy per il precedente “Off The Wall“, che già era stato un disco di successo. Thriller nasceva in uno specifico contesto sociale e politico. C’era uno stravolgimento all’interno dell’industria musicale del tempo. Quincy, Michael e Bruce volevano realizzare il miglior album possibile. E hanno pianificato tutto. Questo mostro nel documentario.

Quincy spesso dice: “Non puoi prevedere queste cose”. OK. Questo è vero, ma tutti e tre sapevano bene che quello a cui stavano lavorando sarebbe stato grande. Hanno sempre lavorato costantemente per ottenere il meglio del meglio, non soltanto per le canzoni, ma anche per i musicisti e i tecnici che avevano in studio. In un certo senso sapevano che stavano creando qualcosa di magnifico. E per tornare alla tua domanda, oggi capisco bene perchè sia diventato l’album più venduto di tutti i tempi. Il punto forte di Thriller è che tu lo puoi ascoltare oggi senza riuscire a dire quando sia stato creato. E’ senza tempo. Come se fosse stato registrato ieri.

Interview by Richard Lecocq / Special thanks to Toni Arias

MJSTREET WEBSITE: https://mjstreet.fr

MJSTREET FACEBOOK PAGE: https://www.facebook.com/mjstreetfr

SONIC FANTASY MOVIE WEBSITE: www.sonicfantasymovie.com/

QUINCY JONES Vs MJJ PRODUCTIONS

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L’Estate di Michael Jackson taglia il compenso di Quincy Jones.

“A Quincy Jones spetta molto meno”

La corte d’appello della California ha stabilito che un giudice del processo che sovrintendeva alla lotta tra Quincy Jones e la MJEstate per ottenere più royalties per il suo lavoro di produttore nei dischi di Michael Jackson non avrebbe interpretato adeguatamente i contratti.

Di conseguenza, la precedente sentenza secondo la quale Quincy avrebbe avuto diritto a $ 9,4 milioni tre anni fa, è stata annullata.

Jones originariamente aveva fatto richieste per 30 milioni di dollari per progetti realizzati dopo la morte di Michael Jackson, tra cui remix di canzoni di successo e la licenza dei masters per il progetto This Is It.

Dopo un processo nel 2017, la giuria aveva emesso un verdetto secondo il quale Jones aveva diritto a quasi $ 1,6 milioni di risarcimento perché non aveva il diritto di partecipare a quei remix, ulteriori $ 5,3 milioni in utili provenienti da joint venture, circa $ 2 milioni per il progetto This Is It e $ 180K per ricavi generati da performance pubbliche estere.

Ma il caso avrebbe dovuto arrivare ad una giuria?La corte d’appello stabilisce che il giudice del tribunale superiore di Los Angeles, Michael L. Stern, avrebbe dovuto esaminare prove estrinseche sul contratto per prendere una decisione preliminare sul significato degli accordi di produzione di Jones.

Solo quando i contratti si fossero rivelati passibili di più interepretazioni e vi fosse stato un sufficiente conflitto nelle prove ti tali interpretazioni, il caso avrebbe dovuto essere sottoposto ad una giuria.”Il tribunale non ha svolto queste funzioni giudiziarie, ma ha consentito alla giuria di agire a titolo giudiziario”, cita la delibera.

Per quanto riguarda la corretta interpretazione dei contratti, la corte d’appello ha proceduto a dare una propria occhiata alle prove estrinseche ed è giunta alla conclusione che nulla abbia mai provato come a Quincy Jones fosse dovuto più di un tasso di royalty del 10% sulle vendite dei dischi. La corte d’appello ha potuto constatare che questo tasso era stato fissato, nulla che testimoniasse il contrario.

Sulla questione degli utili della joint venture, il parere afferma che:

L’aggiudicazione di $ 5.315.787 a favore di Quincy Jones deve essere annullata perché si basava sulla conclusione impropria della giuria secondo cui:

(1) gli Accordi con i produttori intitolassero Jones a una quota delle entrate nette per le licenze d’uso dei Master;

(2) gli Accordi con i produttori avessero autorizzato Jones a oltre il 10 percento delle vendite dei dischi se la Sony avesse aumentato nel tempo il tasso di royalties di Jackson negli Accordi di registrazione.

La corte d’appello ha concluso inoltre che gli accordi dei produttori non autorizzavano Jones a ricevere commissioni per i remix dei masters e, al tempo stesso, i danni richiesti nello specifico, sarebbero risultati troppo speculativi.

Il caso è quindi stato rinviato al giudice del processo, che dovrà ora presumibilmente tagliare bruscamente il risarcimento fino ad oggi stabilito, sulla base della decisione odierna.MJJ Productions era rappresentata di team di Kinsella Weitzman.

LINK: https://www.hollywoodreporter.com/thr-esq/quincy-jones-94m-win-michael-jackson-royalty-suit-wiped-by-appeals-court-1293352?fbclid=IwAR3VT-qxBTIe_1nwjEM6m9cLvD48sRwOz67u1mwzY3dPmBDcn-BxmGlYKr8

Foto Quincy Jones: https://www.flickr.com/photos/cfccreates/14167860592 (Canadian Film Center / Sam Santos)

Foto license: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it

BMI E MJESTATE ACCORDO RINNOVATO

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Broadcast Music, Inc. (BMI) (Broadcast Music Inc.) e l’Estate di Michael Jackson hanno annunciato oggi di aver siglato il rinnovo del loro accordo. BMI continuerà a rappresentare i diritti di esecuzione dell’intero catalogo di canzoni di Michael Jackson.

Questo nuovo accordo continua una relazione ininterrotta di ormai 41 anni tra il re del pop e l’organizzazione dei diritti di esibizione, iniziata nel 1979 quando Michael Jackson firmò per la prima volta con BMI. L’Estate del cantante e BMI avevano rinnovato l’ultima volta il loro accordo nel 2014.

“Michael ha firmato per la prima volta con BMI nella fase nascente della sua carriera da solista e BMI non ha mai vacillato nel suo impegno per il suo straordinario talento. Si tratta di un accordo significativo, commisurato alla solida crescita dell’interesse per la sua musica e al suo costante contributo alla cultura “, ha dichiarato John Branca e John McClain, co-esecutori dell’Estate di Michael Jackson.

Source: https://www.broadwayworld.com/bwwmusic/article/Michael-Jackson-Estate-Inks-BMI-Deal-20200121?fbclid=IwAR0sPwfgbAb4EQ-3bsW7mdjWnJ89kZxeH0UD30tMCmMvHnyFI2lxdwGcrIA

MJ THE MUSICAL PRESALE

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UPDATE 14 GENNAIO – PREVENDITE MJTHEMUSICAL AL VIA

Stanno per iniziare le prevendite… usa il codice MJFAN3 per avere un accesso anticipato alle date e alla possibilità di prenotare il tuo pacchetto ticket o VIP seguendo il link sotto.


PRESALE: https://michaeljackson.us12.list-manage.com/track/click?u=b10cd0eb926d3e80232b5aeef&id=e6bedce972&e=0e2ff505f8

Presale tickets coming… Dal prossimo 14 Gennaio per chi si sarà registrato sul sito mjthemusical.com ci sarà la possibilità di procedere con l’acquisto in anteprima dei biglietti del nuovo musical dedicato a Michael Jackson.

In vendita a partire dal 15 Gennaio, già dalla sera del 13 saremo in grado di darvi lo speciale link d’accesso. Stay tuned. Intanto se volete proporvi come impersonator del cantante, si sta cercando (anche inviando un proprio video) nelle principali città degli Stati Uniti.

Si sa mai di entrare nel cast di MJTHEMUSICAL. Buona fortuna!

Corte D’Appello applica nuova legge in California

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Era nell’aria da qualche tempo… Le leggi Californiane a partire dal primo gennaio 2020, estendono le tutele per le presunte vittime di reati di abusi/pedofilia fino al compimento del 40esimo anno di età.

In seguito a questa nuova normativa la Corte d’Appello, alla quale avevano fatto riferimento i legali di Robson e Safechuck, concede il diritto di esporre di fronte ad una giuria il loro caso (ed eventuali prove).

In base alla sentenza (che rimanda ad un eventuale nuova causa e non entra nel merito dei procedimenti finora stralciati), i due potranno citare in giudizio l’Estate del cantante ed eventuali dipendenti di Jackson che, secondo l’accusa, avrebbero di fatto favorito i comportamenti del cantante.

L’Estate di Jackson nel frattempo ha rilasciato un breve statement a TMZ:

“La Corte d’Appello NON ha riaperto le cause legali di Mr. Robson e Mr. Safechuck contro l’Estate di Michael Jackson. Entrambe queste cause sono state archiviate nel 2016. I due poi assurdamente affermano che i dipendenti di Michael siano in qualche modo responsabili di abusi sessuali che non sono mai avvenuti.”

Alla luce dei fatti di questi giorni, è quindi probabile che si tornerà a parlare dei fatti di Leaving Neverland anche nel 2020.

Articolo originale: https://www.tmz.com/2020/01/03/michael-jacksons-accusers-allowed-to-sue-for-sexual-abuse/?fbclid=IwAR0P1nVcmxtq30-x8NtwZSNXBTd4M3EowMQkxbt5vgOa-mxKx74CLk_7MOk

MJEstate Vs HBO – Giudice concede pausa in attesa parere Nono Circuito.

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LOS ANGELES (CN) – Un giudice federale ha concesso giovedì alla rete di intrattenimento HBO di sospendere il procedimento arbitrale con l’Estate di Michael Jackson sul documentario “Leaving Neverland” in attesa dell’appello di HBO al Nono Circuito.

Il documentario rende pubbliche le dichiarazioni di due uomini, Wade Robson e James Safechuck, che affermano di essere stati vittime di abusi sessuali da parte di Jackson per diversi anni quando erano bambini e frequentavano il ranch del cantante. L’Estate di Jackson ha fatto causa all’emittente americana HBO per $ 100 milioni di dollari in danni e intende forzare l’arbitrato affermando che il documentario, palesemente “unilaterale” avrebbe violato una clausola di non denigrazione di un vecchio accordo del 1992 tra le parti.

La rete, dal suo punto di vista, ha definito l’accordo di 27 anni fa non valido in tribunale e si è attivata per far archiviare il caso in base allo statuto anti-SLAPP della California, che protegge da denunce, se non vi sia merito, che impediscano il diritto di parola.

In una sentenza dello scorso settembre, il giudice distrettuale americano George Wu aveva negato la richiesta avanzata dall’HBO e aveva inviato la questione all’arbitrato. Subito dopo l’emittente aveva avviato le procedure per cercare di mantenere in stand by la sentenza in attesa del pronunciamento del Nono Circuito chiamato a verificare se un eventuale arbitrato possa o meno danneggiare il loro diritto di libera espressione.

Durante l’ennesima udienza presso il tribunale federale di Los Angeles, il giudice Wu ha quindi concesso ad HBO una pausa e ha auspicando che il Nono Circuito possa far chiarezza in merito alla questione sul Primo Emendamento. Di fatto la cosa non viene trattata come un semplice contratto, ma come qualcosa il cui giudizio possa incidere sulla libertà di espressione.

Per i legali dell’Estate, il tentativo di HBO non sarebbe che l’ennesimo per riuscire a sottrarsi al giudizio per violazione contrattuale e rispondere davanti ad una giuria del proprio comportamento. La questione quindi, è destinata a far parlare di se ancora per molto tempo.

Source: https://www.courthousenews.com/judge-pauses-arbitration-in-neverland-spat-pending-9th-circuit-review/?fbclid=IwAR2RYmUwlAkYVYNePlaHGBCzL4m2WLuMo0F_emzyKxXtW-_855OwZVfnq-o

<span>MJEstate Vs HBO</span> - Giudice concede pausa in attesa parere Nono Circuito.

MJEstate acquisisce diritti su catalogo Family Stone in USA

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Gli avvocati dell’Estate di Michael Jackson hanno raggiunto un accordo con Sylvester Stewart per l’acquisizione dei diritti di proprietà in US del catalogo delle canzoni di Sly and the Family Stone.

L’intero catalogo include canzoni come “Family Affair”, “Dance To the Music”, “Everybody Is A Star”, “Hot Fun In The Summertime” e “Everyday People”, i loro sei primi successi primi in classifica.

L’Estate continua ad avere, fuori dagli Stati Uniti, il 100% del controllo sul copyrights di tutti i brani del gruppo.

“Sly and The Family Stone erano una forza dirompente e di cambiamento positivo, un messaggio al quale Michael ha sempre creduto. Ha sempre riconosciuto il talento di Stewart e la potenza delle sue parole e della sua musica, ecco perchè lui stesso prima ha acquistato il catalogo e noi oggi con MiJac seguiamo i suoi passi”

(John Branca, co-executors of The Estate of Michael Jackson)

MJEstate acquisisce <span>diritti su catalogo Family Stone in USA</span>

THE JACKSON 5 GREATEST HITS

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THE JACKSON 5 GREATEST HITS
Viene ripubblicato in edizione speciale vinile 180gr. “quadraphonic mix” il popolare Greatest Hits disponibile fino ad oggi solo sul mercato giapponese. A partire dal 25 ottobre in versione “clear” vinily e classic.

1. I Want You Back (Quad Mix)
2. ABC (Quad Mix)
3. Never Can Say Goodbye (Quad Mix)
4. Sugar Daddy (Quad Mix)
5. I’ll Be There (Quad Mix)
6. Maybe Tomorrow (Quad Mix)
7. The Love You Save (Quad Mix)
8. Who’s Lovin’ You (Quad Mix)
9. Mama’s Pearl (Quad Mix)
10. Goin’ Back To Indiana (Quad Mix)
11. I Found That Girl (Quad Mix)

“La quadrifonia, anche chiamata quadrafonia, è una tecnica di riproduzione/registrazione del suono (4.0) che prevede quattro flussi sonori destinati ad essere riprodotti ognuno da un diverso diffusore acustico posizionato nell’ambiente d’ascolto nel modo seguente: due diffusori posizionati frontalmente all’ascoltatore, uno sulla sinistra e uno sulla destra secondo angoli prestabiliti, e due diffusori alle spalle dell’ascoltatore, di nuovo uno sulla sinistra e uno sulla destra secondo angoli prestabiliti.” (da Wikipedia)

THE JACKSON 5 <span>GREATEST HITS</span>
Jackson 5: Greatest Hits. Disponibile dal 25 ottobre su vinile 180gr e suono quadrifonico.

MJ THIS IS IT 10th ANNIVERSARY BOXSET

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*ESCLUSIVA SITO MICHAELJACKSON.COM
(Prodotto non reperibile altrove e spedito dagli USA)*

Dopo le uscite in picture disc dello scorso anno dell’intera discografia solista, da Off The Wall in poi, e che avevano regalato ai fan i pictures di Dangerous, HIStory ed Invincible a caro prezzo (per l’intera collection si sborsavano 170/180 euro) entro fine anno l’Estate alza l’asticella rivolgendosi agli hard collectors.

Uscita prevista per le prime settimane di dicembre con la speranza di riceverlo entro Natale 2019 per un cofanetto speciale dedicato al decimo anniversario del This Is It. Un’operazione sicuramente d’impatto ma che si rivolge esclusivamente a 1000 collectors che vorranno sborsare 540 euro (più le spese) per accaparrarsi questo prodotto.

La domanda sorge spontanea… Ma ha senso escludere tutta la platea dei fan a favore di nicchie di collezionismo che possono permettersi di spendere cifre folli per un oggetto che andrà semplicemente “esposto”?

Che ne pensate?

Ecco comunque il contenuto…

  • A repressing of the This Is It 4-LP vinyl set on translucent blue vinyl with original jacket artwork
  • 12” X 12” 60-page hardcover coffee table colour photo book containing full-page still photographs from original CD booklet and additional previously unpublished photos from This Is It rehearsals
  • Rare promotional 3D enhanced Blu-ray disc of the film never released as a standalone version (3D Blu-ray player and TV not required for playback in 2D)
  • Each box contains one of the actual lenticular concert tickets for the July 24, 2009 performance of This Is It at the O2 arena, mounted in acrylic ticket holder
  • All contained in a collectible limited-edition numbered custom box with a built-in sound-responsive LED light panel on the front cover
  • Limited to only 1000 copies

Square ONE: Il nuovo documentario indipendente.

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In arrivo il nuovo documentario che analizza le accuse del caso Chandler.

Un nuovo documentario sta per vedere la luce grazie al lavoro di Danny Wu (https://www.instagram.com/dywu/). In proiezione al Chinese Theatre di Los Angeles il 28 Settembre e disponibile su youtube a partire dal prossimo 5 Ottobre 2019.

“Square ONE”, produzione indipendente ammessa all’IndieNight Festival, parte da un concetto molto semplice. Investigare sul primo caso di accuse (il caso Chandler), dimostrarne l’infondatezza e contemporaneamente scardinare ogni altro procedimento che ne sia seguito. Un’operazione complicata, ma non impossibile.

Resta da vedere se Danny Wu riuscirà ad ottenere l’attenzione dei media e del grande pubblico.

GUARDA IL TRAILER: Square ONE Trailer.

Raymone Bain torna alla carica: Conferenza e libro

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L’ex portavoce di Jackson torna a far parlare di sé dopo le accuse all’Estate del cantante.

In una improvvisata (e bizzarra) conferenza stampa che i tabloid inglesi avevano anticipato come misteriosa nelle ore scorse, Raymone Bain, ex portavoce e partner di Jackson durante le accuse del 2005 si ripresenta con parole di supporto a Jackson, vittima da sempre di persone con pochi scrupoli, e con una nuova fondazione per preservare la “legacy” del re del pop.

In lite con gli avvocati di Jackson alcuni anni or sono e stralciate dal tribunale le sue richieste monetarie in virtù di vecchi accordi con il re del pop, l’ex portavoce torna nel tentativo di ricostruire un’immagine professionale ormai deteriorata.

Dall’altra parte i legali dell’Estate hanno già fatto sapere che la Bain non può in alcun modo parlare a nome del re del pop, ne usare il suo nome e la sua immagine per progetti umanitari ne commerciali… che dire… se il buon giorno si vede dal mattino

GUARDA LA CONFERENZA: Raymone Bain – conferenza stampa

UPDATE: Michael Jackson: The Lost Years

Molti si saranno chiesti il perchè di un ritorno sulle scene di Raymone Bain. Beh, ecco spiegato il motivo… un libro pensato anni fa e probabilmente pronto per il prossimo giugno 2020. “Michael Jackson – The Lost Years”, 350 pagine della Strebor Books, porterà sul tavolo la versione dei fatti degli ultimi anni del re del pop, in particolare quelli in cui lei è stata protagonista.

The Future of Michael Jackson

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Previsioni realistiche di quello che verrà nei prossimi 5 anni

Sbilanciarsi sul futuro prossimo del marchio Michael Jackson resta un azzardo, ma, a fronte di un’Estate e di assets decisamente solidi e che hanno ripianato tutti i debiti nell’arco di questi ultimi dieci anni, proviamo a fare una breve analisi di quello che potrebbe succedere da qui al 2025.

L’obbiettivo è di avere un elenco realistico di quello che potremmo aspettarci come fan, accompagnato da un indice di fattibilità in centesimi, in fondo ad ogni argomento.

Niente nuovi albums

Come già annunciato dall’Estate del cantante, le canzoni di Jackson disponibili e realmente realizzabili in un disco sono ridotte al lumicino. La maggior parte delle volte sono bozze di brani non terminati che non avrebbe senso rilasciare in edizioni commerciali.

E’ più probabile che singole canzoni possano essere pubblicate in occasione di eventi e/o ricorrenze speciali ma è meglio scordarsi il Michael Jackson da classifica che tutti conosciamo. Gli unici dischi che potranno entrare, o rientrare in classifica, sono quelli già usciti, a partire da Off The Wall in poi, raccolte comprese.

Per ciò che riguarda le canzoni che Michael avrebbe in passato registrato con questo o quell’altro artista, le implicazioni contrattuali sarebbero talmente complicate e svantaggiose per l’Estate e per Sony Music che sarà più facile trovarsele un giorno su youtube in qualità mediocre che in una release ufficiale degna di questo nome. FATTIBILITA’: 10/100

Celebrazioni HIStory

Michael ha registrato i concerti di Monaco (HIStory Tour 4 e 6 luglio 1997) in alta definizione quindi esiste la concreta possibilità che un dvd/bluray e o altro tipo di intrattenimento legato a questo concerto (Netflix piuttosto che diffusione nei cinema) possa essere realizzato nei prossimi anni.

Ci sentiamo di dire che è forse una delle certezze maggiori che al momento si possano avere in quanto a nuove produzioni. All’uscita potrebbe essere affiancata una specifica promozione/release dedicata all’album HIStory o al tour. In ogni caso parliamo di materiale per collezionisti. FATTIBILITA’: 60/100

Musical Broadway 2020

“Don’t Stop ‘Til You Get Enough” è il musical che avrebbe già dovuto partire quest’anno per poi entrare nel vivo della sua programmazione nel 2020. E’ un progetto ufficiale al quale si sta già lavorando e che sicuramente vedrà la luce.

In questo caso (come in altri) l’Estate decide di guadagnare con i diritti d’autore e la possibilità di creare qualcosa ex-novo che possa interessare le nuove generazioni.

Spettacoli come questi vengono realizzati per chi non conosce ancora il re del pop e si sta avvicinando alla sua musica. Celebrare la grandezza dell’artista è il miglior modo per farne un testimonial in giro per il mondo e un marchio riconosciuto ovunque.

Con questa operazione si rafforza l’asset che genererà utili futuri (e certi) in qualsiasi condizione di mercato. FATTIBILITA’ : 100/100

Thriller 3D e Ghosts

L’operazione Thriller 3D si è conclusa con la presentazione al Festival di Venezia e, in modo meno eclatante, in giro per il mondo in varie occasioni. Al momento è rimasta una cosa ad esclusivo vantaggio dei fan del re del pop, una specie di regalo a chi abbia sempre seguito Michael in tutti questi anni.

Thriller resta però patrimonio dell’umanità e un pezzo fondante dell’industria dell’intrattenimento. Quello che ci aspettiamo è una produzione su larga scala in home video (dvd/bluray) e il momento migliore resta sempre quello legato alle festività di Halloween.

Discorso a parte merita il videoclip di Ghosts.

Ripreso in origine sicuramente in maniera adeguata, a nostro avviso attende solamente una contestualizzazione idonea per essere lanciato sul mercato sotto forma di dvd/bluray o altro tipo di trasmissione digitale.

Che sia nei piani futuri dell’Estate non è un mistero, ma un’operazione Ghosts richiederebbe grossi investimenti e non è da escludere che Thriller e Ghosts possano andare a braccetto in un unico evento/release mondiale, magari legata alla celebrazione dell’album “Blood On The Dance Floor”. FATTIBILITA’: 15/100

Documentario ufficiale Michael Jackson

L’Estate è l’unico soggetto che possa realisticamente realizzare un documentario come tutti si aspettano. Dopo l’ondata di lungometraggi e pseudo inchieste uscite in questi ultimi mesi (e che usciranno anche quest’anno), la sensazione è quella di un progetto che per il momento viene lasciato in mano ad altri nel tentativo di riempire un vuoto che richiederebbe decisamente alcuni anni di lavoro.

Pianificare un documentario come si deve da parte dell’Estate di Michael Jackson sarebbe un lavoro di mesi al quale si aggiungerebbero poi il montaggio, la distribuzione e la promozione.

Insomma, probabilmente la più grande produzione in mano ai gestori del patrimonio jacksoniano e che andrebbe dritta a competere contro pellicole simili quali “Bohemian Rhapsody” dei Queen o “Rocketman” di Elton John.

Al tempo stesso una produzione “delicata” perché la differenza tra un documentario mediocre e un capolavoro andrebbe poi ricercata negli argomenti trattati che, per il re del pop, rischierebbero di diventare un’arma a doppio taglio se mal gestiti. FATTIBILITA’: 5/100

Licensing e nuovo merchandising

Al netto delle recenti polemiche ri-sollevate dal documentario “Leaving Neverland” e che certo non aiutano l’Estate a stipulare nuovi contratti di licenza con le aziende di tutto il mondo, è fuor di dubbio che il marchio “Michael Jackson” abbia ancora un suo appeal decisamente importante.

Nuovi accordi avvengono praticamente ogni anno. La maggior parte di loro passano inosservati fino a quando un nuovo prodotto “ufficiale” arriva nei nostri magazzini o viene associato ad un marchio importante.

I principali mercati idonei a questo tipo di operazioni sono USA, Giappone, Francia e UK, rispettivamente i mercati dove Michael Jackson viene comprato maggiormente. Questo fa si che un paese come l’Italia, spesso e volentieri, venga automaticamente esclusa da iniziative importanti e/o rilevanti che arrivano poi, di riflesso, provenienti da altri paesi.

In genere, questo tipo di operazioni è particolarmente diffusa (e funziona) relativamente alla produzione di abbigliamento brandizzato (t-shirts, felpe, cappellini, tute, vestiario in genere). Nella stragrande maggioranza dei casi, i prodotti, pur essendo di qualità e ufficiali, licenziano l’utilizzo del solo nome (e a volte qualche immagine dell’artista) dando vita ad un mercato si ampio, ma spesso di poco valore per il collezionista. FATTIBILITA’ : 90/100

Gli ostacoli a nuova produzione

Per concludere cerchiamo di tenere a mente quanto una produzione di valore, come quella del re del pop, possa essere influenzata dagli eventi e da situazioni esterne ma che, inevitabilmente, incidono sulle decisioni e/o sulla percezione che il pubblico avrà rispetto a nuove iniziative/prodotti/eventi a nome “Michael Jackson”. Al momento esistono un paio di situazioni rilevanti che remano contro al lavoro dell’Estate del cantante:

  • Il documentario “Leaving Neverland” e il clamore e/o sentimento suscitato sull’audience mondiale. La percezione delle persone cambia rispetto ad un artista così discusso e lo stesso avviene per le aziende che fino al giorno prima avrebbero investito sul suo nome nell’intento di generare profitti.
  • Il fisco Americano. La situazione relativa al pagamento delle tasse e al valore commerciale di Michael Jackson al 25 Giugno 2009 è ancora una questione aperta e la cifra in ballo è piuttosto sostanziosa, in grado sicuramente di frenare qualsiasi slancio in termini di nuove produzioni. L’Estate, in questi ultimi anni, ha fatto in modo da arrivare preparata a quella che sarà la decisione dei giudici ed è probabile che situazioni del genere portino, nella maggioranza dei casi, ad un accordo tra le parti a mezza strada, ma resta comunque una situazione delicata in grado di fiaccare le finanze di qualunque establishment.

Insomma, come fan ci dovremo accontentare di rivedere i vecchi album di Michael in classifica in occasione di ricorrenze e/o eventi speciali, pochissima nuova musica, una produzione video importante e ancora non svelata in modo adeguato al grande pubblico e accordi di licenza che il più delle volte finiranno in paesi molto lontani dal nostro.

Per contro, continueremo ad avere una ricca produzione di prodotti editoriali (in particolare libri, riviste e calendari) di terze parti, nell’attesa di un musical che ci auguriamo non rimanga confinato in USA e di una celebrazione dell’HIStory tour che, ad oggi, ci sembra una delle prime attività che possa realisticamente partire nel breve periodo.

40 ANNI DI OFF THE WALL

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L’album “nero” di Michael Jackson che ha fatto ballare i bianchi.

Gli anni ’70 sono sicuramente stati uno dei periodi più prolifici per quanto riguarda la musica. In particolar modo per un certo tipo di musica dance e R&B che ha contribuito al successo di artisti come i “Bee Gees“, ” Earth Wind & Fire“, “Gloria Gaynor“, “Donna Summer” e “James Brown” tra gli altri.

Emergere in un panorama musicale così ricco e nel quale la scuola “Motown” la faceva da padrona per quanto riguarda la black music non è sicuramente stato semplice.

Eppure un giovane Michael Jackson, appena uscito dall’esperienza cinematografica di “The Wiz“, aveva avuto l’intuizione di sfruttare l’amicizia con Quincy Jones per produrre il proprio disco solista, un lavoro che l’avrebbe di fatto inserito di diritto in quell’olimpo di artisti di colore pronti ad esportare la loro musica in tutto il mondo.

Perchè “Off The Wall” nasceva per quello.

A Michael la famiglia Motown (e dei fratelli) andava stretta. Erano anni che i Jacksons macinavano successi ma niente sarebbe stato più come prima dopo l’uscita di “Off The Wall”. Con questo disco Jackson puntava al resto del mondo. Voleva semplicemente andare “oltre il muro”. Sognava la sua musica suonata ovunque ma sopratutto un disco che avrebbe unito la black music con la disco music dei bianchi in un unico linguaggio universale.

“Off The Wall”, in questo senso, resta un formidabile dizionario per decifrare quello che la gente avrebbe voluto sentire negli anni a venire. Un Michael più maturo, dai testi più profondi ma anche una dance che potesse competere con i più grandi successi del momento di “Grease” e “Staying Alive“.

Il disco ebbe un profondo impatto nella cultura musicale del tempo grazie anche a collaborazioni con Stevie Wonder, Paul McCartney, Patti Austin, Carol Bayer Sager e a strumentisti di livello come i Toto, Greg Phillinganes e Paulinho Da Costa, ma è l’abilità compositiva di un genio come Rod Temperton e dello stesso Jackson, che emerge con “Don’t Stop ‘Til You Get Enough” “Get On The Floor” e “Working Day & Night“, a fare la differenza.

Michael è ormai un artista maturo, in grado di giostrare la propria voce attraverso ritmi forsennati passando per l’R&B più coinvolgente e le ballad romantiche. Il suo messaggio arriva ovunque. Il disco funziona nelle balere che stanno per diventare discoteche, così come nelle radio.

L’industria musicale, che fino al giorno prima riteneva Jackson non pronto per il grande salto, è costretta a tornare sui suoi passi. Persino lo slang jacksoniano, con i suoi urletti e sospiri, viene sdoganato e diverrà un vero e proprio marchio di fabbrica.

E’ un Michael Jackson che si presenta al mondo, con un nuovo sound e un nuovo look. Non più confinato negli Stati Uniti ma apprezzato solista, da li in poi, un po’ ovunque. E’ l’inizio di un percorso che lo vedrà vincere un Grammy Award come miglior voce maschile R&B per il brano “Don’t Stop ‘Til You Get Enought” e vendere milioni di copie nel mondo.

“Off The Wall” rimane un caposaldo della discografia jacksoniana. Dal 1979 ad oggi sono passati quaranta anni, ma canzoni (e video) come “Rock With You“, “Don’t Stop ‘Til You Get Enought“, “Working Day & Night” e la stessa title track “Off The Wall” sono qualcosa di ben radicato nella musica popolare black di tutti i tempi. Ma hanno anche avuto il merito di sfondare i confini americani per portare il loro ritmo ai quattro angoli del mondo.

Con “Off The Wall” il muro viene abbattuto e la musica, come linguaggio universale, viaggia attraverso le note di un Michael Jackson che dice al mondo “Eccomi, sono pronto, seguitemi e vi stupirò“.

Una promessa che Michael ha mantenuto. E che ancora oggi non smette di farci ballare con un disco nato molti anni fa ma che, una volta sul piatto, suona come un prodotto senza tempo.

MICHAEL “SEVEN” L’OPERA TEATRALE

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MICHAEL “SEVEN” – L’OPERA TEATRALE


Stiamo lavorando da diversi mesi a soggetto e sceneggiatura di “SEVEN” l’opera teatrale suddivisa in 7 atti che racconterà allo spettatore, ma soprattutto alle nuove generazioni, il mondo di Michael Jackson come mai fatto prima.

La rappresentazione avverrà attraversando “7” grandi temi che si occuperanno di illustrare l’attività artistica e le vicende personali del re del pop.

Soggetto e sceneggiatura verranno proposte alle principali case di produzione italiane. L’intento è quello di riuscire ad avere un progetto itinerante e che possa raccontare l’artista in modo originale portando il suo messaggio alle platee italiane e perché no… europee. Stay tuned for more.

Ma nel frattempo, se avete suggerimenti su cosa vi piacerebbe vedere in termini di argomenti o cosa vi piacerebbe venisse trattato, postate le vostre idee nel post sulla nostra pagina facebook. Ne terremo conto per creare il miglior spettacolo possibile.

E se avete una scuola di ballo, ballate di professione, coreografate o potreste essere un giorno interessati ai casting, tenete d’occhio il progetto. Al momento opportuno daremo tutte le informazioni necessarie.

Grazie in anticipo.

JOHN BRANCA ALL’ASSOCIATED PRESS: “NONOSTANTE GLI ATTACCHI, MICHAEL VIENE ASCOLTATO IN TUTTO IL MONDO”

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John Branca, co-esecutore dell’Estate, fa il punto a dieci anni dalla scomparsa di Michael Jackson con l’Associated Press.

Dieci anni fa, John Branca e Michael Jackson hanno rinnovato la loro partnership che li ha portati entrambi a raggiungere nuovi eccellenti standards. Solo otto giorni più tardi, Michael sarebbe prematuramente scomparso. Eppure il suo ruolo nella vita di Branca sarebbe stato ancora più importante.

Branca ha rappresentato diverse stars, ma con il più grande intrattenitore di tutti i tempi ha potuto guidarlo attraverso i suoi momenti più importanti, inclusi la realizzazione del video di Thriller, il suo Bad Tour e l’acquisizione del catalogo delle canzoni dei Beatles.

“Michael ed io eravamo negli anni ottanta di fatto il team”, ha riferito John Branca in una recente intervista all’Associated Press dai suoi uffici di Los Angeles, dove ha potuto riflettere sul periodo dopo la morte di Jackson, l’enorme quantità di debiti che il cantante aveva lasciato, gli accordi che hanno riportato il suo nome al top dei bran di successo, e le sfide come quella recente del documentario “Leaving Neverland” che hanno cercato di incrinare e rovinare la reputazione dell’artista ancora una volta.

Dopo sette anni di sporadici contatti, Jackson ha riassunto Branca il 17 giugno 2009, mentre era impegnato nelle prove del suo imminente This Is It Tour. Branca era in vacanza in Messico quando ha ricevuto la telefonata che gli annunciava che Michael era morto all’età di 50 anni. E’ stato come se “si fosse scatenato l’inferno” riferisce il legale.

Giusto il tempo di rientrare di fretta negli Stati Uniti, Branca e i suo staff hanno controllato i caveau e ritrovato un testamento del 2002 nel quale Jackson l’aveva nominato co-esecutore insieme a John McClain lasciando ogni cosa alla madre Katherine, ai figli e in beneficenza. Sarebbe risultato l’ultimo testamento fatto da Jackson, con grande sorpresa di Branca e il disappunto della famiglia Jackson che praticamente veniva tagliata fuori da ogni pretesa monetaria e di controllo della sua legacy.

“E’ stato esaltante e scoraggiante allo stesso tempo” ha riferito Branca. “L’ho gradito, è stato come se ci fossimo riuniti in un certo senso, Sapevo che avrei potuto aiutare e sapevo che John avrebbe potuto dare una mano.”

E l’hanno fatto… Jackson aveva lasciato quasi 500 milioni di debiti e un’immagine ormai deteriorata nonostante l’assoluzione al processo per presunte molestie del 2005. Alla fine del 2016, l’Estate aveva incassato più di 1.3 billioni di dollari secondo i più recenti documenti fiscali disponibili.

“L’Estate è stata portata avanti incredibilimente bene, i numeri parlano da soli” riferisce Zack O’Malley Greenburg, editor di Forbes per quanto riguarda media ed entertainment. “Si è incassato praticamente più di qualunque artista vivente già da dopo la morte di Jackson”.

Gli esecutori l’hanno fatto con alcune mosse che includono la vendita del catalogo dei Beatles e di altre canzoni di proprietà ricavandone un enorme profitto, rinegoziando un faraonico accordo con Sony e producendo tre album postumi insieme all’ideazione di due spettacoli con il Cirque Du Soleil. E, mentre il compito sicuramente non è stato facile, Jackson ha lasciato loro una miniera d’ora tra musica e diritti da poter sfruttare e dai quali attingere.

“Stiamo parlando della popstar più amata del pianeta. Anche se fossimo stati dei geni come managers, non avremmo potuto ottenere gli stessi risultati con Tommy James and The Shondells”, ha risposto Branca con una risata.

Branca ha avuto il vantaggio di essere costruire un puzzle utilizzando il lavoro che lui stesso aveva costruito con Jackson tempo addietro, come il catalogo dei Beatles e l’accordo con Sony. “Non è stato uno che ha fatto pulizia” ribadisce Kennet Abdo, avvocato con esperienza delle maggiori Estates, inclusa quella di Prince, “E’ stato un architetto che ha traformato quegli accordi negli assets che hanno dato sostanza all’Estate”.

Inevitabilmente ci sono stati anche dei pasticci. In seguito alla morte di Jackson, un fiume di cause legali e accuse si sono palesate all’Estate, alcune legittime, altre veramente ridicole, ma tutte hanno dovuto ottenere l’attenzione necessaria davanti alla legge e hanno dovuto essere prese in considerazione seriamente.

“Abbiamo avuto diverse accuse di paternità che dichiaravano Michael essere il padre di diversi bambini. Poi c’è stato quel tizio che sostenenva
di aver scritto tutte le canzoni di Thriller e di Bad.”
ha aggiunto Branca.

Mentre occorreva negoziare tutte quelle istanza, nel frattempo ci si è imposti due obbiettivi: pagare i debiti di Jackson e ripristinare la sua immagine come artista.

“Dovevamo mostrare al mondo il vero Michael, il vero artista e non il fenomeno da baraccone che volevano i tabloid” Branca risponde.

Guardando al video delle prove di quello che sarebbe stato il tour di Jackson, la risposta è arrivata in fretta.

“Si può vedere il vero Michael, il grande intrattenitore nel pieno del controllo della sua arte, coordinare l’intera band, non solo un ragazzo da copertina.”

Il risultato è stato “This Is it”, il documentario scaturito dalle prove che ha incassato 261 milioni di dollari nel mondo al botteghino, diventando il concerto-documentario più remunerativo di tutti i tempi, e che ha riportato il valore di Jackson ai più alti livelli.

Branca in un primo tempo ha pensato che quello fosse il momento migliore rispetto ad un progetto dedicato a Jackson. “Ma, nel corso della gestione abbiamo avuto anche altre ottime intuizioni.”

Ci sono stati ovviamente anche dei piccoli passi falsi. Tre canzoni incluse nel primo album postumo hanno fatto nascere il dubbio nei fans che non fosse Michael a cantare nelle stesse. Branca sostiene come in realtà fosse Jackson, ma non avrebbero dovuto pubblicare qualcosa che avrebbe creato quel dubbio.

“Abbiamo fatto tutto diligentemente, abbiamo parlato con esperti musicologi, esperti della voce, abbiamo persino parlato personalmente con la persona che era stata accusata di cantare che ci ha detto “No, non l’ho fatto”… ma vista la reazione dei fan a quelle tre tracce, probabilmente è qualcosa che oggi non rifaremmo più.”

Ma una minaccia ancora più grande stava arrivando…

L’Estate fu presa alla sprovvista quando lo scorso gennaio Branca e il suo team vennero a sapere di “Leaving Neverland”, un documentario prodotto dal canale televisivo inglese Channel 4 e HBO che sarebbe stato presentato qualche settimana più tardi al Sundance Film Festival.

Riguardava due uomini, Wade Robsone e James Sfechuck, che avevano trascorso alcuni periodi con Jackson da ragazzini, i quali avevano già ribadito di non aver subito nessun genere di molestie in passato, ma che ora avevano cambiato versione puntando nuovamente il dito contro il cantante reo, secondo loro, di averli ripetutamente molestati in età puberale.

Entrambi i protagonisti, avevano sporto denuncia nel 2013 ma non avevano avuto soddisfazione dal tribunale. Oggi si trovano a dover fare appello e questa rappresenta una delle più importanti minacce legali che l’Estate è chiamata ad affrontare.

La risposta dell’Estate, che ha definito il documentario un insieme di falsità dichiarate da uomini in cerca di denaro, è iniziata lo stesso giorno in cui il film è stato annunciato, è rimasta persistente durante la messa in onda e ha incluso una causa contro la HBO.

Branca ha riferito di non aver mai considerato un approccio più smorzato alla cosa.

“Quando qualcuno non sta dicendo la verità, la nostra reazione immediata è quella di contrattaccare, perchè è sbagliato” ha precisato l’avvocato dell’Estate.

Il documentario ha ottenuto alcune minori cancellazioni della sua musica da alcune stazioni radio, ma nessuno reale contraccolpo che abbia, nel mondo, intaccato la popolaritò dell’artista.

“Ci sono così tanti accordi in piedi che poco importa che ci possano essere delle ricadute” sottolinea Greenburg, “E non sembrano aver avuto tutto questo grande effetto”.

Branca ha confermato che l’effetto è stato passeggero, “come una di quelle tempeste tropicali, è passato. Michael Jackson resta vivo e vegeto ed ascoltato ovunque nel mondo nonostante tutto.”

LINK ORIGINALE: https://www.apnews.com/d7717763d72a4195aededeed333cfe05

Michael Jackson. La musica, il messaggio, l’eredità artistica.

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Nuovo libro in italiano

E’ di Gabriele Antonucci (giornalista di panorama.it) e di Ezio Guaitamacchi (responsabile collana “La Storia Del Rock”), il lavoro che porta a ripercorrere ed approfondire l’eredità di Michael Jackson attraverso la sua musica. Probabilmente il modo migliore per occuparsi della sua legacy e scoprire (o riscoprire) il messaggio del re del pop a dieci anni dalla sua prematura scomparsa.

In quasi 180 pagine, edite da Hoepli per la collana “La Storia del Rock – I Protagonisti” l’autore sottolinea le produzioni migliori di Jackson e il percorso artistico da bambino prodigio ad icona dello show business.

Il volume è disponibile nelle principali librerie (e online) a partire dal 14 giugno. (ISBN-13: 978-8820390419)

Michael Jackson è forse il cantante più famoso degli ultimi cinquant’anni, ma paradossalmente anche uno dei più fraintesi. Jackson è uno dei pochi bambini prodigio che ha avuto ancora più successo da adulto, passando dai trionfi dei Jackson Five alla maturazione artistica con i The Jacksons, fino ai record della carriera solista, culminata con Thriller, l’album più venduto della storia. Michael Jackson è stato il più grande performer di sempre, l’unico in grado di eccellere nel canto come nel ballo.

Ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura popolare degli ultimi quarant’anni, percorrendo strade che nessuno aveva intrapreso, trasformando i video in film e innalzando il pop a forma d’arte. I suoi passi vengono insegnati nelle scuole di danza moderna, i suoi album vendono ancora milioni di copie e ogni anno il numero dei fan cresce in modo esponenziale.

Basta vedere un calzino bianco, un cappello Fedora nero e un guanto di strass per associarli ai suoi straordinari passi di danza. Divulgativo e insieme rigoroso, Michael Jackson. La musica, il messaggio, l’eredità artistica offre una visione articolata dell’artista e dell’uomo, chiarendo gli aspetti controversi, analizzando la discografia, raccontando aneddoti poco conosciuti e i rapporti con altri big della canzone come, ad esempio, Madonna, Prince e Paul McCartney.

A dieci anni da quel tragico 25 giugno 2009, quando il mondo si è fermato per piangere l’improvvisa scomparsa del Re del Pop, questo libro è un tributo a un genio della musica, del ballo e dello spettacolo.

LINK AMAZON: Michael Jackson. La musica, il messaggio, l’eredità artistica.

10 ANNI SENZA MICHAEL

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Il ricordo dell’unica vera superstar

Non sembra vero.

Sono già passati dieci anni da quel 25 Giugno 2009 che ha colto tutti di sorpresa. Non ci potevamo credere allora e stentiamo ancora a crederlo oggi. Non di rado scandagliamo i programmi tv sperando, da un momento all’altro, di rivedere il suo sorriso come se niente fosse successo.

Uno come Michael non può morire, pensavamo. Per tutti noi lui era il supereroe amico al quale rivolgersi nei momenti bui, colui che ha illuminato la nostra strada costellata di canzoni e passi di danza. L’artista che più di ogni altro, ha influenzato tutte le generazioni.

Le superstar sono sempre esistite. Hanno sempre avuto il loro fascino, quel senso di onnipotenza, successo e fama che tanto piace ai giovani di ogni epoca. A Michael queste caratteristiche sembrava fossero state date in eccesso. Nessuno prima di lui aveva saputo creare quella magia, quel seguito, quell’isteria che univa fan di ogni parte del mondo ad ogni sua uscita.

Certo, avevamo avuto i Beatles, i Rolling Stones ed Elvis. Ma la gente aveva sempre percepito qualcosa di differente per quanto riguarda Michael. Ed effettivamente è quello che lo ha reso unico, l’essere differente.

Michael Jackson non era solamente l’idolo delle folle. Era un artista che la gente sentiva vicino nonostante fosse così distante. Per molti anni ricordo quanto fosse irraggiungibile. Molto probabilmente neanche per colpa sua. Indimenticabili restano le interviste rilasciate dal manager, Frank Dileo, al posto dell’artista. In alcune occasioni, con a fianco lo stesso cantante, che però rimaneva muto di fronte al giornalista di turno.

Michael ci ha abituato fin da subito a considerarlo differente. E lo era. Differente da tutto e tutti. Unico nel suo genere. Unico nella sua ricerca spasmodica di un briciolo di infanzia portata via troppo presto, unico nella sua generosità palese e sempre unico nel rapporto coltivato con i suoi fan che per lui sono sempre stati la sua famiglia allargata.

Un rapporto, quello con i fan, particolare. Quando sento dire che i fan di Michael sono speciali, ne sono fiero. Questo perchè so come siamo. E so chi fosse il nostro artista preferito. Ho un’età sufficiente per ricordarmi gli ultimi quarant’anni di musica, in tanti sono passati, qualcuno è rimasto, ma nessuno, come Michael Jackson è riuscito ad entrare nei cuori delle persone in questo modo.

Me lo ricordo bene il giorno dell’annuncio della sua prematura scomparsa. Il mondo si è fermato. Per un attimo è che come se tutti si fossero domandati: “Ma ora chi prenderemo in giro?”. In un attimo ci si era resi conto dell’importanza di quell’uomo sulle punte che aveva intrattenuto milioni di persone e che era in grado di far parlare di se anche all’uscita dal dermatologo.

La verità è che nessuno è stato come lui. E nessuno più lo sarà mai. E’ qualcosa che sappiamo tutti. Nessun artista di oggi e di ieri sarà mai in grado di suscitare quello che Michael ha saputo trasmettere a chi lo ascoltava per cinquant’anni.

Artisti così non ne nascono più. Sembra una frase fatta ma è qualcosa che ognuno di noi sa. Ci saranno i grandi artisti, i tormentoni, i fenomeni, ma non ci sarà nessun Michael Jackson tra di loro.

Perchè il mondo della musica aveva sempre avuto Michael da una parte … e tutti gli altri altrove. E ancora oggi che noi lo ricordiamo, il re del pop lo mettiamo in un podio a se, differente da tutto e tutti.

Michael Jackson è stata una stella luminosa, e come le stelle del cielo, non ha mai smesso di brillare, ma anzi, ha diffuso il suo messaggio in tutti coloro che, anche a distanza di dieci anni, portano avanti il suo insegnamento e la sua legacy.

Oggi, dieci anni dopo, brilliamo tutti un po’ di più, grazie a Michael.

MICHAEL JACKSON 3D MODEL

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Un altro spettacolare lavoro digitale

MICHAEL JACKSON 3D MODEL
Dopo lo spettacolare rendering 4D dell’artista segnalato qualche giorno fa su questo sito, siamo a presentare un altro eccellente lavoro digitale che riguarda il re del pop. Questa volta arriva dalla piattaforma gtrader.com, un portale specializzato nel far incontrare domanda e offerta nel campo della digitalizzazione 3D per i più svariati utilizzi.

All’interno del sito l’utente può mettere a disposizione (vendere) i propri lavori con il tipo di licenza scelta a privati ed aziende che ne volessero far uso per la propria comunicazione.

Il lavoro che vi segnaliamo questa volta è quello dell’utente “vefilanna” (https://www.cgtrader.com/vefilanna) che si è cimentato in uno splendido rendering 3D di Michael Jackson. Enjoy!

[Photo by courtesy of vefilanna. Galleria completa sul sito.]

MICHAEL JACKSON                <span>3D MODEL</span>

MICHAEL JACKSON: 40 ANS DE REGNE DU ROI DE LA POP

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Nuovo libro francese in uscita


Nuovo volume francese in arrivo (388 pagine) per le edizioni Mareuil. L’autore, Fabrice Bellengier, ripercorre la carriera di Michael Jackson  dai Jackson 5 ai concerti del This Is It. La pubblicazione è prevista per i primi del mese di Giugno.

Dal sito della casa editrice:

Michael Jackson s’est imposé comme l’un des entertainers les plus doués et influents de sa génération. Il est même devenu une référence incontestée de la culture populaire. Ses talents de chanteur, d’auteur-compositeur, de danseur et de performer continuent toujours d’émerveiller des millions d’admirateurs. Dix ans après sa disparition tragique, les sites de fans, les blogs spécialisés et les forums font encore vivre activement sa mémoire.


Toutefois, derrière ses plus grandes réalisations – et notamment Thriller, l’album de tous les records – se cache un large pan de sa carrière, trop souvent occulté et pourtant essentiel à la compréhension de son destin hors du commun. Ce livre lève le voile sur l’intégralité de son œuvre artistique et traite avec minutie de sa production musicale (albums, collaborations, inédits) mais également de ses emblématiques vidéo-clips, de son look unique et de son style de danse incomparable.


De l’enfant prodige avec les Jackson 5 jusqu’aux préparatifs de son ultime tournée, cette biographie retrace, étape par étape et dans les moindres détails, son incroyable et singulier parcours, à la lumière d’une œuvre aussi riche que passionnante. Ce livre propose en outre une discographie exhaustive de l’artiste.