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MICHAEL JACKSON:
BEST LIVE PERFORMANCES

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Michael Jackson Best Live Performances on video

In un unico posto abbiamo selezionato per voi i migliori live di Michael Jackson, i concerti più belli, le esibizioni più entusiasmanti.

Non serve più perdere tempo a cercare un concerto che vorremmo vedere o del quale abbiamo visto qualche immagine, in questa galleria li abbiamo selezionati per voi, occorre solo selezionarlo dalla lista e far partire l’esibizione.

Perchè si sa, Michael ha sempre dato il meglio di se in concerto e molti sono veri e propri capolavori. Nel tempo aggiungeremo anche esibizioni singole o eventi speciali che hanno segnato la carriera del re del pop, quindi controlla periodicamente questa pagina.

Buona visione!

MICHAEL JACKSON:
THE OFFICIAL MUSIC VIDEOS

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Michael Jackson the official music videos

Il posto all’interno del sito di Michaelmania dove puoi trovare tutti i video ufficiali del canale Youtube di Michael Jackson. In un unico spazio puoi ascoltare e vedere tutti i videoclips più belli del re del pop. Che tu stia studiando, lavorando o semplicemente divertendoti, la tua colonna sonora sarà sempre di qualità.

Buon divertimento con la musica e i video del più grande intrattenitore di tutti i tempi!

FUJIFILM SQUARE
MICHAEL JACKSON ON STAGE”

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FUJIFILM SQUARE “MICHAEL JACKSON ON STAGE” EXIBITION(10-30 Luglio 2020 – ingresso gratuito – FUJIFILM SQUARE 赤坂9-7-3 Minato-ku, Tokyo, Japan 107-0052)

Siamo lieti di annunciare la mostra fotografica “MJ – Michael Jackson on Stage”, che si terrà a FUJIFILM SQUARE dal 10 al 30 luglio 2020. Michael Jackson è nato in una grande famiglia nella città industriale di Gary, nello stato americano dell’Indiana, il 29 agosto 1958. Ha debuttato in televisione nel 1969 come cantante principale e il più giovane dei cinque fratelli che avevano formato il gruppo Jackson 5.

Poco dopo, il gruppo ha stabilito un record con i loro primi quattro singoli che raggiunsero tutti il numero uno nelle classifiche statunitensi, e Michael Jackson iniziava la sua carriera.

Come artista solista, il suo album “Thriller” del 1982 ha stazionato nella classifica degli US Billboard 200 per 37 settimane consecutive e ha ricevuto premi in otto categorie distinte ai 26 ° Grammy Awards.

Mentre l’industria della musica ha vissuto un periodo d’oro dagli anni ’80 agli anni ’90, sono stati realizzati video musicali per promuovere nuove uscite musicali e questi si sono gradualmente evoluti in veri e propri short-films.

Tra i molti successi di Michael Jackson l’aver saputo trasformare questi video di promozione musicale in vere e proprie opere d’arte.La straordinaria armonizzazione e fusione della sua musica con le sue performance di danza uniche e il suo genio come produttore ha spianato la strada alla scena musicale odierna di cui le immagini visive sono una componente vitale.

È ampiamente considerato come l’intrattenitore di maggior successo e influente della storia grazie ai suoi numerosi successi. Sono passati ormai più di dieci anni da quando Jackson è deceduto il 25 giugno 2009, ma la sua musica e la sua danza continuano ad attrarre nuove generazioni di fan.

Questa mostra presenta immagini fisse dagli archivi delle varie opere d’arte di Michael Jackson, oltre a video e fotografie di Jackson che si esibisce durante tre dei suoi tour mondiali che hanno portato i fan di tutto il mondo a seguirlo nei principali passi dello sviluppo della musica ad oggi.

Capitolo 1 – “Momenti”

All’età di soli cinque anni, Michael Jackson iniziò ad esibirsi come cantante principale nei Jackson 5, la band formata dai suoi quattro fratelli maggiori. Dopo uno straordinario debutto sulla famosa etichetta discografica Motown, il suo genio come compositore e paroliere iniziò a emergere nei suoi ultimi anni dell’adolescenza. Pur mantenendo legami con il Jackson 5, iniziò anche una carriera come artista solista, che gli avrebbe portato un successo senza pari.

Questo capitolo presenta immagini fisse tratte dai cortometraggi prodotti per i suoi successi “Thriller”, “Beat it” e “Bad”, e traccia il percorso che ha seguito per diventare il principale intrattenitore del mondo sia come performer dal vivo che come star di video musicali .

Capitolo 2 – “Viaggio”

Le innovative esibizioni dal vivo create da Michael Jackson hanno reso i fan pazzi per l’eccitazione e hanno ridefinito il concetto di cosa potrebbe essere un concerto dal vivo. Il suo primo tour mondiale da solista, “Bad”, è iniziato in Giappone e si è concluso dopo aver eseguito 123 concerti estenuanti in 15 paesi diversi.

Il “Dangerous World Tour” ha segnato il passaggio a una produzione più dinamica e stravagante, mentre il “HIStory World Tour” ha attirato circa 4,5 milioni di fan, il tour più seguito di qualsiasi artista di sempre. Questo capitolo presenta fotografie che raffigurano le performance dinamiche di Michael Jackson in questi tre tour mondiali.

Un catalogo commemorativo di 160 pagine in ofrmato A5 verrà stampato per l’occasione.

LINK FUJIFILM SQUARE EXIBITION: http://fujifilmsquare.jp/en/detail/2007100123.html

#HISTORY25 CELEBRATION

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La notte tra il 15 e il 16 Giugno 1995 usciva il doppio album più venduto di sempre. HIStory, Past Present and Future BOOK I

Era l’aprile del 1995, Michaelmania anticipava i dettagli di un doppio album storico. HIStory, Past Present and Future BOOK I. Una promozione senza precedenti che avrebbe dovuto allontanare il ricordo delle accuse del 1993.

Un teaser introdotto da un messaggio di unione in “esperanto”, una serie di statue celebrative che avrebbero toccato le principali capitali europee e una serie di fan-events (il 2,3 e 4 Giugno) che vennero all’ultimo momento annullati.

I brani, i videoclip e la tournee che ne seguì spinsero il disco (del quale inizialmente era previsto un BOOK II) il doppio album più venduto di sempre. Uscito il 16 giugno in Europa e il 20 in USA, in cd, triplo vinile, doppio minidisc e doppie cassette, ancora oggi è una pietra miliare della produzione jacksoniana. Auguri HIStory!

SONIC FANTASY – THE INTERVIEW

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DAI NOSTRI AMICI DI MJSTREET E RICHARD LECOCQ L’INTERVISTA TRADOTTA A MARCOS CABOTA’, REGISTA DI “SONIC FANTASY”, IL DOCUMENTARIO DEDICATO A THRILLER CHE VEDREMO TRA POCO…

Nell’arco di un paio d’anni l’album Thriller celebrerà il suo 40esimo anniversario. Un album, che, tutt’oggi, rimane l’album più venduto di tutti i tempi. Questo mito inesauribile ha ispirato il regista spagnolo Marcos Cabotà. Da sempre ammiratore del re del pop, Marcos ha deciso di imbarcarsi in un ambizioso progetto: raccontare la storia di Thriller attraverso un documentario che desse voce a tutti quelli che erano con Michael Jackson in studio nel 1982. In un unico e particolare clima primaverile dominato dal COVID19, il regista ha trovato il tempo di rivelare alcuni dei segreti di questo nuovo atteso progetto.


MJSTREET: Come è nato il progetto innanzi tutto…

Marcos Cabotà: Prima di tutto, adoro Michael Jackson e poi sono un regista qui in Spagna. L’ultimo documentario che ho realizzato 3/4 anni fa si chiamava “I Am Your Father” e parlava di Darth Vader. E’ stato un grande successo ed è stato venduto in tutto il mondo. Netflix ne ha comprato i diritti. Per questo documentario sono stato anche nominato per un “Goya” (l’equivalente dell’Oscar spagnolo). E’ stato semplicemente fantastico. Da allora molti dei miei amici mi hanno sempre detto: “Ora devi fare un documentario su Michael Jackson”. Questo perchè loro sapevano che avevo due passioni nella mia vita, Star Wars e Michael Jackson. Non sapevo in realtà come iniziare perchè Michael Jackson è decisamente un soggesto molto vasto di cui occuparsi ed ero abbastanza confuso a riguardo.

Così ho dovuto prendermi tutto il mio tempo e rifletterci sopra. Se avessi dovuto fare un documentario su Michael Jackson non avrei voluto fare qualcosa solo per i fan, ma qualcosa che si sarebbe rivolto a tutti quanti. L’impatto di Michael è stato globale e abbiamo dovuto trovare il giusto approccio. Poi ho pensato a Thriller. E’ l’album più venduto al mondo e ce n’è solo uno a quel livello. Mi sono reso conto che non c’era niente che parlasse di Thriller. L’Estate non aveva ancora fatto nulla. Ho trovato incredibile che non ci fosse un documentario dedicato all’album più venduto di tutti i tempi. Ci sono certo stati libri, ma nessun film realizzato per Thriller.

Così ho iniziato a consultare quei libri. Al tempo stesso Thriller non è il mio album preferito. Ho cercato di capire meglio la storia di questo disco, capirne meglio l’impatto. E’ ho realizzato come ci fosse una storia dietro che meritasse di essere raccontata. Così i miei amici Toni e Laura (di MJHideout) hanno giocato un ruolo importante nella storia.

Come regista sapevo che avrei dovuto contare sul supporto di persone come Toni e Laura. Toni è praticamente un’encliclopedia vivente riguardo a Michael Jacckson e Laura non è seconda a nessuno quando si tratta di organizzare un progetto.

Poi, con loro due dalla mia parte, le cose hanno iniziato a divenire più semplici. Sono stato con loro in Francia per partecipare ad uno dei MJ Music Day, uno degli interessanti seminari di Michael Prince e Bard Buxer. Eravamo li come fan che partecipavano ad un evento. E, ad un certo punto è stato mostrato il trailer per un documentario dedicato alla carriera di Bruce Swedien, dai suoi esordi a Chicago all’album Invincible.

Ho contattato il regista di quel film, Gareth Maynard, inglese e che aveva stoppato di promuovere il documentario per diversi anni. L’ho guardato e mi sono detto: “E’ buono, non è perfetto, ma non è male”. Ho cercato di guardarlo con gli occhi del professionista, come regista. E ho trovato che fosse una vergogna che un film del genere non fosse stato mandato in onda e visto in tutto il mondo. Alla fine della proiezione sono andato da Gareth e gli ho detto: “E’ carino come documentario”. E ho aggiunto… cosa ci vuoi fare ora? E lui mi ha risposto: “Niente. Sette anni sono passati da quando l’ho realizzato, non posso più venderlo, non c’è niente che io possa fare.”

Sono tornato a casa e una settimana più tardi ero al telefono con Gareth: “Sto per fare un documentario su Thriller e mi piacerebbe che anche Bruce Swedien ne facesse parte. Questo mi permetterebbe di parlarle con lui riguardo al disco ed ascoltare il suo punto di vista. Potresti contattarlo in modo che io possa intervistarlo nella sua casa in Florida? Andrei li solo per registrare una nuova intervista e fargli un po’ di domande. Ma ho bisogno del tuo aiuto se sei daccordo.”

Ne abbiamo discusso e mi ha detto: “OK”. Si è preso il tempo di guardare i miei altri documentari e gli è piaciuto come ci avevo lavorato. Ha accettato la mia proposta ed ecco perchè poi è diventato uno dei produttori di “Sonic Fantasy”. Ho potuto guardare alcune delle riprese di Gareth e usarle nel mio documentario, ma il 95% delle registrazioni fanno parte di nuovo materiale.

Ho dovuto ri-registrare le interviste, specialmente per problemi di formato. Quando distribuisci alla televisione o attraverso Netflix, devi attenerti a determinati standard tecnici. Per il suo documentario, gareth aveva usato la sua telecamera personale, ma il tutto non rispettava questi standards. Così ho ricominciato tutto con film media, in 4K.


MJSTREET: Come hai scelto le persone da intervistare per questo documentario? Sei partito con una lista già in mente o hai aggiunto nomi mentre stavi già registrando?

Marcos Cabotà: Ho fatto una lista per iniziare. Ho iniziato anche con i libri, tipo quello che tu hai scritto con Francois (Allard), è stato molto utile per me. Ma volevo anche intervistarre persone che avevano lavorato con Bruce Swedien e Michael, anche se non erano strettamente legate al progetto Thriller, tipo Brad Buxer. Volevo sentire riguardo alla relazione tra Michael e Bruce Swedien. Ed inoltre, quando stavamo girando nella sua casa, lo stesso Bruce mi disse: “Oh dovresti sentire questo e quest’altro”… ecco come si sono aggiunti i nomi alla lista originale.

Generalmente, per un documentario della durata di un paio d’ora, scelgo una quindicina di persone da intervistare. Per questo ne abbiamo avute il doppio. Avremmo potuto anche spingerci oltre, ma avevamo solo due ora da riempire, alla fine abbiamo dovuto prendere delle decisioni.


MJSTREET: Durante la lavorazione del documentario, ci sono state convinzioni e preconcetti che alla fine sono risultati differenti? Hai cambiato idea su qualcosa riguardo alcuni degli aspetti di Thriller scoprendo nuovi aneddoti?

Marcos Cabotà: Totalmente! Mi piace Thriller, ma dopo aver fatto questo documentario, mi piace ancora di più. Capisco perchè sia diventato l’album più venduto della storia. Non è solo questione di canzoni e di musica, ma è anche una questione di contesto in cui le cose accadono. Dipende da molte cose correlate al mondo dell’industria musicale, ma anche che riguardano la società in generale. Questi sono tutti i fattori che spiegano il successo di Thriller. Ho scoperto cose che non sapevo riguardo all’album e naturalmente le ho inserite nel documentario.


MJSTREET: Mi hai detto che Thriller non è il tuo album preferito… Quindi, quale sarebbe il tuo album preferito di Michael Jackson?

Marcos Cabotà: Dangerous! Mi piace tutto di quel disco. Mi piace il modo in cui Michael Jackson, con Teddy Riley e altri produttori come Bill Bottrell e Brad Buxer hanno lavorato sull’album. Mi piace il sound innovativo di Dangerous, con canzoni come Jam, Why You Wanna Trip on Me o In The Closet. Per me Who Is It è un capolavoro.

Mi piace molto Thriller, e ora che ho lavorato a questo documentario negli ultimi due anni, è un album che apprezzo ancora di più, è magico. C’è questo incredibile team messo insieme da Quincy Jones, Michael Jackson e Bruce Swedien, senza dimenticarsi di Rod Temperton. E’ qualcosa che non può avvenire nuovamente. Questo nuovo documetario è per tutti. Tutti conoscono Thriller e Billie Jean. E il mio obbiettivo è che, una volta visto il documetario, la gente possa ascoltare l’album in un modo completamente differente.


MJSTREET: Ho visto che nel website del documentario che hai registrato anche un’intervista con Quincy Jones. E’ stato facile contattarlo? Perchè abitualmente chiede di non fargli domande riguardo a quel periodo. Il coinvolgimento di Brice Swedien nel progetto ha reso le cose più semplici?

Marcos Cabotà: Si è così. Di fatto ogni persona coinvolta si è resa disponibile perchè Bruce Swedien era il punto di partenza dell’intera operazione. Perchè, oltre a raccontare la storia di Thriller, in qualche modo abbiamo anche raccontato la storia di Bruce. Questo il motivo principale per il quale tutte queste persone hanno partecipato. Amano Bruce. E’ stato lo stesso Swedien a chiamare Quincy Jones per noi.


MJSTRETT: Se ricordo bene, il documentario potrebbe essere disponibile su Netflix. Siccome parliamo di un album leggendario, hai ottenuto il diritto di utilizzarne le musiche all’interno del girato?

Marcos Cabotà: Prima di tutto, vorrei puntualizzare, per il momento la trasmissione su Netflix non è confermata. E’ vero che i miei precedenti documentari sono stati trasmessi da Netflix in tutto il mondo, ma al momento non sappiamo se andrà su Netflix, Amazon o verrà trasmesso altrove. Ma, in ogni caso, il mio obbiettivo è quello di diffonderlo in tutto il mondo, attraverso Netflix o un’altra piattaforma.

E riguardo alle musiche, è una bella domanda. Infatti nel mio documentario su Star Wars, non sono stato autorizzato ad usare la colonna sonora del film. Così ho fatto si di produrre qualcosa in cui la musica non contasse così tanto, qualcosa che lo spettatore potesse apprezzare anche senza. Per “Sonic Fantasy” ho contattato l’Estate. Al momento non ho l’autorizzazione ad usare la musica di Thriller. Ma quello che posso già dire è che Brad Buxer è parte della soundtrack di questo documentario.

Ha suonato dei pezzi al piano e anche suonato pezzi di Michael. Ma spero che l’Estate mi permetta di usare l’originale. Ad ogni modo, questo documentario si concentra sulla storia dell’album, non volevo spendere minuti preziosi facendo ascoltare canzoni intere, proprio perchè c’è così tanto da dire riguardo alla creazione del disco. Ho preferito spendere tempo sui dettagli, aneddoti, immagini, foto e testimonianze che sono riuscito a raccogliere durante le mie ricerche. La musica è importante, ma non è tutto.


MJSTREET: Ora che hai realizzato questo documentario… hai maggiormente compreso perchè Thriller sia diventato il disco più venduto della storia?

Marcos Cabotà: Molto meglio. Come potrete vedere nel documentario, tutti volevano fare qualcosa di grandioso. Questo progetto nasceva dalle frustrazioni di Michael per aver vinto solo un Grammy per il precedente “Off The Wall“, che già era stato un disco di successo. Thriller nasceva in uno specifico contesto sociale e politico. C’era uno stravolgimento all’interno dell’industria musicale del tempo. Quincy, Michael e Bruce volevano realizzare il miglior album possibile. E hanno pianificato tutto. Questo mostro nel documentario.

Quincy spesso dice: “Non puoi prevedere queste cose”. OK. Questo è vero, ma tutti e tre sapevano bene che quello a cui stavano lavorando sarebbe stato grande. Hanno sempre lavorato costantemente per ottenere il meglio del meglio, non soltanto per le canzoni, ma anche per i musicisti e i tecnici che avevano in studio. In un certo senso sapevano che stavano creando qualcosa di magnifico. E per tornare alla tua domanda, oggi capisco bene perchè sia diventato l’album più venduto di tutti i tempi. Il punto forte di Thriller è che tu lo puoi ascoltare oggi senza riuscire a dire quando sia stato creato. E’ senza tempo. Come se fosse stato registrato ieri.

Interview by Richard Lecocq / Special thanks to Toni Arias

MJSTREET WEBSITE: https://mjstreet.fr

MJSTREET FACEBOOK PAGE: https://www.facebook.com/mjstreetfr

SONIC FANTASY MOVIE WEBSITE: www.sonicfantasymovie.com/

#HISTORY25
NEW OFFICIAL MERCHANDISING

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Nuovi gadgets in arrivo targati HISTORY25

L’Estate di Michael Jackson celebra il 25esimo anniversario dell’album HIStory con tutta una serie di nuovi prodotti che andranno a riprendere l’album e tutti i singoli usciti. Il primo appuntamento è per il 31 maggio con l’uscita dedicata al singolo “Scream”.

NEW MICHAEL JACKSON HISTORY 25 MERCHANDISING!

Years ago this coming month, Michael released one of the most forceful and impactful albums of his career – a double album which featured his greatest hits and all new material that addressed racial injustice, police brutality, false accusations, the tabloid media, climate change, and the need for us to take care of each other, among other themes. He called it HIStory – Past, Present, and Future Book I.

Originally, the album was scheduled for a 1994 holiday-season release. Michael declared that it wasn’t ready, and delayed it until he had the exact album he wanted. After one of the most memorable marketing campaigns in history, the album was released on June 20, 1995.Michael’s messages on this album are as relevant today as ever.

Although we all know that Michael’s most autobiographical and, according to some, best album deserves a much bigger celebration, that is simply not possible given the current circumstances around the world.The Estate of Michael Jackson is honoring and celebrating HIStory with a series of new merchandise capsule collections featuring both the album as a whole as well as all of the singles released from HIStory.

The first, designed for “Scream/Childhood,” which was released on May 31, 1995, will be released at midnight tonight, eastern standard time. You can peruse and purchase from the collection here:

https://www.shopmichaeljackson.com/store/

RECEVOIR RILEVA CATALOGO SAPHIRO BERNSTEIN

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RECEVOIR SI ACCORDA CON SAPHIRO BERNSTEIN SU DIRITTI”ROCKIN’ ROBIN” PASSA DI MANO…

La compagnia indipendente “Recevoir” si accorda con un’altra compagnia indipendente “Saphiro Bernstein” rilevandone la gestione e i diritti di 16.000 canzoni tra cui brani di The Beatles, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Judy Garland, Michael Jackson, Edith Piaf, Patsy Cline, Bob Dylan, Carly Simon, Elton John e molti altri.

Il nuovo accordo vedrà le due realtà, Recevoir e Saphiro, lavorare insieme e fondere il catalogo Saphiro all’interno dell’amministrazione Recevoir.

Al tempo stesso le due aziende si occuperanno di studiare nuove opportunità di business condiviso e nuovi artisti da rappresentare. Tra le altre, Recevoir potrà gestire il copyright di canzoni come “Rockin’ Robin” di Michael Jackson e alcune canzoni dei Jackson 5.

SQUARE ONE: MICHAEL JACKSON SBARCA SU AMAZON PRIME

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Il popolare documentario si avvia alla grande distribuzione.

MICHAEL JACKSON: SQUARE ONE – Lo speciale disponibile su Amazon Prime UK e US.

Michael Jackson “Square ONE” è un documentario che avrebbe dovuto vedere la luce molto prima. Ci sono voluti dieci anni dalla scomparsa del re del pop perchè qualcuno riuscisse a mettere insieme informazioni, interviste e dichiarazioni che, fossero andate in onda a tempo debito, probabilmente oggi la storia personale di Michael Jackson sarebbe molto diversa da quella che conosciamo e che la gente comune gli attribuisce.

Innanzi tutto iniziamo col dire che questo documentario, diffuso gratuitamente a partire dallo scorso 5 ottobre su Youtube, rappresenta il primo vero approccio giornalistico, e non scandalistico, alle vicende di presunte molestie del quale il cantante è sempre stato accusato a partire dai primi anni ’90. Ed è proprio questa l’originalità del lavoro.

Il regista, Danny Wu, giovane videomaker cinese residente a Los Angeles, parte proprio dalle prime accuse del 1993 per mettere di fronte allo spettatore tutta una serie di comportamenti, dichiarazioni ed interviste che spiegano la logica estorsiva, e ripetuta negli anni, di questo tipo di accuse nei confronti dell’artista.

E’ il 1993 infatti, quando Michael viene accusato dal giovane Jordan Chandler di molestie sessuali. Jackson è in piena tournee “Dangerous” e, poco dopo il clamore mediatico suscitato da questa vicenda, deve interrompere i concerti e fuggire in Inghilterra per riuscire a ristabilirsi da una brutta dipendenza da tranquillanti. E’ Elizabeth Taylor che, prima di tutti, si accorge dell’aggravarsi della situazione e, con l’aiuto dell’amico Elton John, riesce a portare Jackson in una località segreta del Regno Unito per concedergli un po’ di riposo e una terapia ricostituente.

Dall’altro capo del mondo la stampa si scatena in una forsennata caccia all’uomo senza precedenti. Michael Jackson è il fuggitivo e la presunta vittima, allora 13enne, viene protetta da qualsiasi intromissione mediatica.

E’ il padre di Jordan Chanlder, Evan Chanlder, a tirare le fila di uno schema che permetterà di mettere in croce un artista fino ad allora conosciuto per il suo impegno a favore dei bambini più bisognosi, dedito a cause umanitarie e sempre in prima linea nel combattere le ingiustizie di una società troppo presa a soddisfare i bisogni degli adulti e che si dimentica la sua risorsa più preziosa, l’infanzia.

Danny Wu, con grande coraggio e determinazione, si prefigge l’obbiettivo di smontare questo tipo di accuse nei confronti del re del pop partendo forse dall’episodio più complicato e più discusso. Le accuse di Chandler nel documentario diventano la base di partenza per smontare il teorema iniziale e quindi arrivare a dimostrare come un’accusa mai dimostrata possa rappresentare, e di fatto abbia rappresentato, un trampolino di lancio verso le successive accuse del 2005.

L’idea alla base del documentario è semplice. Il regista approfondisce i principali aspetti della vicenda del 1993 per arrivare a concludere che non solo le prima accuse furono una farsa e un piano estorsivo nei confronti del re del pop, ma che, partendo da quelle, i successivi procedimenti avevano potuto seguirne le orme riproponendone lo schema dieci anni più tardi.

Il documentario parte ricordando gli avvenimenti salienti di tutta la vicenda: il 17 agosto 1993 il Dipartimento di Polizia di Los Angeles apre un procedimento nei confronti di Michael Jackson in base alla dichiarazioni di un ragazzino di 13 anni, Jordan Chandler. Il 25 gennaio 1994, il re del pop si accorda per un risarcimento civile di 15 milioni di dollari. Questo accordo, scriverà il New York Times il 26 gennaio, renderà vulnerabile il cantante ad altri procedimenti dello stesso genere. L’accordo prevedeva che le parti non potessero parlare della questione pubblicamente.

Dopo una breve introduzione, la storia si sposta ai giorni nostri ed è proprio il regista Danny Wu ad intervistare uno dei più famosi giornalisti investigativi americani, vincitore di sei National Awards per i suoi recenti scoop in tema di pedofilia, Charles Thomson.

Con lui si cerca di mettere in evidenza la particolarità del caso Chandler rispetto ai casi precedenti ai quali abbia potuto lavorare. E una delle prime interessanti argomentazioni risulta essere il fatto che tutti i procedimenti ai quali Thomson abbia lavorato fossero di natura penale e mai di natura civile.

In nessun caso, parlando di pedofilia, ci si era mai trovati di fronte a richieste di risarcimento in denaro. Ulteriore dettaglio, stando a quanto riportato da Chalers Thomson, ogni accusa formulata in passato aveva potuto contare su presunte vittime credibili, dalle dichiarazioni inconfutabili e circostanziate. Quello che non sembrava essere il caso delle accuse rivolte a Michael Jackson.

E’ lo stesso Thomson a suggerire che le accuse contro il re del pop non sarebbero mai state credibili, mai inconfutabili, anzi, spesso frutto di spergiuri e circondate da persone alla ricerca di un riscatto.

E’ proprio il file dedicato dall’FBI al cantante a sgomberare il campo da ogni dubbio. Un artista così famoso ed in vista meritava una particolare attenzione tanto da scomodare la Federal Bureau Investigations americana.

E Thomson ha potuto lavorare e studiare in modo intensivo tutti i documenti che riguardavano la superstar. Documenti che chiariscono in primis che come al Ranch di Neverland non sia mai stato trovato materiale pornografico che riguardasse minori. Una storia del genere era uscita al tempo delle perquisizioni della proprietà del cantante tanto che persino le autorità avevano dovuto diffondere un comunicato per smentire le voci a riguardo.

Quindi non solo i fan si sgoleranno per urlare l’innocenza del loro idolo, ma persino la difesa e l’accusa converranno nel dire che nessun materiale di tipo pornografico che coinvolgesse minori sarebbe mai stato rinvenuto nella residenza del cantante. Dai documenti dell’FBI si scopre che l’agenzia avrebbe tenuto sotto controllo a più riprese la popstar per oltre un decennio a partire dal 1992 fino al 2005 collaborando con gli inquirenti delle accuse del 1993 e 2005, questo senza mai trovare nulla che potesse essere sospetto. Il tutto impiegando oltre 20 differenti dipartimenti dell’agenzia.

L’aspetto forse maggiormente rilevante fu che nel procedimento del 2005, tutti i computer rivenuti a Neverland vennero sequestrati e scandagliati alla ricerca di indizi di colpevolezza. In nessuno dei pc analizzati venne mai trovato niente di compromettente o che potesse sostenere le accuse mosse al cantante incriminandolo. Di fatto i documenti dell’FBI, secondo Charles Thomson, non esonerebbero Michael Jackson, ma di certo non avrebbero potuto incriminarlo.

Ulteriore punto a favore avrebbe rappresentato uno studio indipendente condotto dall’emittente televisiva ABC che, consultando alcuni psichiatri e psicologi di fama nazionale, avrebbe concluso, così come altri luminari in giro per il mondo, come il comportamento di Michael Jackson poco avesse a che fare con il tipico profilo del pedofilo predatore di minorenni.

Ma anche all’interno dell’FBI qualcuno avrebbe volentieri incriminato Jackson al tempo. E’ il caso dell’agente Jim Clemente le cui dichiarazioni farneticanti vengono riportate all’interno del documentario. Secondo Celemente, Michael avrebbe deliberatamente denudato e comunque avuto un comportamento inappropriato verso uno dei propri nipoti durante il famoso photoshoot per la copertina del singolo di “Why” dei 3T.

Difficile anche da sentire una cosa del genere, ma Danny Wu da spazio a Taj Jackson, uno dei nipoti del re del pop, perchè venga fatta chiarezza su quelle dichiarazioni. Il loro album di debutto, che conteneva il singolo “Why” al quale Michael aveva partecipato, vendette circa 3 milioni di copie nel mondo. L’occasione si presentò mentre Michael stava girando il video di “Stranger In Moscow” e i nipoti arrivarono sul set per andarlo a trovare.

Essendo tutti presenti chiesero allo zio di fare il servizio fotografico che sarebbe servito per la copertina del singolo. Ed è quello che avvenne, senza tensioni, senza obblighi, senza niente di strano. E di fronte a decine di persone del cast, delle luci, del makeup.

Lo sconforto di Taj nel ricordare questi fatti nel documentario è qualcosa che fa male al cuore. E alla memoria di Michael. Che ci sia stato veramente qualcuno che, anche lontanamente, abbia potuto pensare che quella situazione fosse qualcosa di inappropriato, è veramente deprimente.

Ma sono molte le persone che il documentario di Danny Wu porta a dichiarare il loro supporto a Jackson. Dopo Alan Scanland, il “direttore” di Neverland, è la volta di uno dei tanti ospiti della residenza del cantante. Jenny Winings, invitata a neverland almeno otto volte insieme ad altre persone e invitata a fermarsi la notte dopo un giro panoramico di tutta la proprietà.

L’occasione per Wu è quella di sottolineare come Jackson si fidasse molto delle persone e di come sentisse il bisogno di condividere la sua fortuna con le personi comuni che in realtà avevano poco frequentato la sua vita da star. E’ la stessa Winings a riferie come Michael si fidasse troppo degli altri e di come, sfortunatamente, avesse concesso la sua fiducia più volte alle persone sbagliate.

Ma le testimonianze non si fermano. Quella successiva è di Caroline Fristedt, volata insieme alle amiche a Los Angeles per incontrarlo. Prima che il cantante partisse per Miami dette disposizioni alla sicurezza di riservare loro un “Royal Treatment” ospitandole a Neverland per tutto il tempo necessario. Una volta accompagnate all’interno della main house, tutto il personale del Ranch era schierato e aveva avuto istruzioni per esaudire i desideri delle ragazze alle quali era stata data completa libertà di movimento in ogni angolo della proprietà.

Nel frattempo arriviamo a conoscere anche un altro personaggio che si rivelerà importante nella storia raccontata dal documentario di Danny Wu, Josephine Zohny, al tempo 17enne di grandi speranze, combinazione fan di Michael Jackson, appassionata di stretegie musicali, diritti d’autore e studiosa degli argomenti relativi all’industria discografia e al suo management. Successivamente al 2001, ebbe l’occasione di incrociare il suo destino con il giovane Jordan Chandler.

A questo punto è il regista a fare il punto della situazione e a ricordare come il caso del 1993 non proseguì mai in tribunale. Evan Chandler e June Wong ebbero come loro primogenito Jordan Chandler, quello che poi diventò la prima presunta vittima dell’artista. Dopodichè June divorziò da Evan per risposarsi con David Schwartz.

Con l’aiuto di Charles Thomson, viene ricostruita la situazione del padre, Evan Chandler, nato a New York e presto trasferitosi a LoS Angeles per rincorrere la carriera di sceneggiatore per il cinema.

In un primo momento praticò l’attività di dentista che lasciò poco dopo ottenendo solo una piccola soddisfazione personale come scrittore per il cinema per il film “Robin Hood: Men in Tights” di Mel Brooks. Ma come si arrivò alle accuse del figlio Jordan?

Nel maggio 1992, mentre Michael era a Los Angeles con il suo team, la macchina del re del pop ebbe un problema sulla Wilshire Boulevard a Beverly Hills. Una donna di passaggio chiamò il noleggio auto più vicino, che, sfortuna vuole (si direbbe col senno di poi) era gestito da David Schwartz, il quale, conoscendo la passione del giovane Chandler per il re del pop, avvisò la moglie June.

Quando Michael Jackson arrivò all’autonoleggio, la madre June fece di tutto affinchè Jordan si avvicinasse all’artista. Da li iniziò la loro conoscenza, fatta di email insistenti fino ad arrivare ad uno scambio di numeri di telefono per poi arrivare a rimanere in contatto.

Da quel momento, madre, figlio e Jackson iniziarono a vedersi e la coppia ad essere invitata a Neverland. In tutto questo tempo, Evan Chandler, il padre di Jordan, era quello che si chiamerebbe un padre assente, indietro con gli alimenti da pagare alla moglie e con poca voglia di vedere il figlio. Fino a quando non si scopre che il proprio figlio frequenta Michael Jackson.

Evan Chandler e Michael si incontrano nel maggio del 1993.

Poco dopo June e Jordan sarebbero partiti con Michael per alcuni mesi in giro per il mondo seguendo il Dangerous World Tour. Qualcosa che Evan Chandler non avrebbe mai accettato e cosa che fece precipitare ulteriormente i rapporti tra lui e la ex moglie.

Iniziarono così le minacce alla famiglia, i discorsi senza senso e la paura di June, Dave e del giovane Jordan che Evan potesse fare qualcosa di sconsiderato. Per questo motivo le sue telefonate vennero registrate. E sono quelle nelle quali lo ricordiamo dire: “[…] Quell’uomo verrà umiliato come non mai, non venderà più un disco se non otterrò quello che voglio. verrà distrutto completamente […]

Michael, intuito il pericolo e consigliato dal suo team, aveva smesso di chiamarlo e di prendere le sue telefonate. Evan Chandler per tutta risposta aveva continuato le sue minacce arrivando a studiare un piano per vendicarsi del fatto che Jackson gli avesse, a suo dire, sottratto la famiglia. Ingaggiò uno degli avvocati più senza scrupoli che esistessero sulla piazza, Barry Rothman, che diventò il suo principale consigliere nella causa intentata poi contro il cantante.

A quel tempo, Geraldine Huges era la segretaria di Rothman e anche lei viene sentita dal regista Danny Wu in proposito alle prime accuse del 1993. Secondo i suoi racconti tuttò cominciava come una normale battaglia legale per ottenere la custodia legale di un figlio.

Dietro a questo interesse di Evan però, si nascondeva la voglia di passare del tempo con il figlio Jordan per convincerlo a fare dichiarazioni fasulle. Evan Chandler ottenne di poter tenere il figlio per una settimana e allo scadere della stessa non lo riconsegnò alla ex moglie. Anzi, fece di tutto per istruirlo, con l’aiuto del suo legale, affinchè facesse dichiarazioni compromettenti sull’amico superstar.

Durante il suo soggiorno con il padre, Jordan venne sedato con del sodio amytal, inizialmente per un intervento ai denti, una sostanza attraverso la quale diventa facile installare nella mente del paziente un ricordo o una sensazione di qualcosa in realtà mai avvennuto.

Da quegli episodi nascono le accuse a Michael di molestie nei confronti di Jordan.

A quel punto Evan Chandler, invece che andare dritto dalle forze dell’ordine, si rivolgerà ai suoi legali nel tentativo di avere un risarcimento di 20 milioni di dollari da parte del cantante chiedendo addirittura di non rendere pubbliche le accuse “estorte” al figlio.

La richiesta arriverà senza successo a Michael che, dispiaciuto per aver sottratto il giovane Jordan alla famiglia per alcune settimane offrirà a Evan di finanziare un paio di progetti cinematografici per poter ricongiungersi con il figlio e poter realizzare insieme il sogno di scrivere per il cinema.

Dall’altra parte, l’avvocato Rothman avrebbe rifiutato l’offerta ed il 16 agosto 1993 Evan Chandler avrebbe ottenuto un ordine di rientro forzato per il figlio. Rientro per il quale, in tribunale, neanche lontanamente si degnò di avvisare il giudice di un possibile reato di molestie. Di fatto una custodia che gli consentì di far passare Jordan dallo psicologo e manipolare le sue dichiarazioni future che divennero presto pubbliche.

E con loro, la frenesia dei media, alla ricerca di una qualunque dichiarazione che potesse andare in quella direzione. Un circo che purtroppo coinvolse pure la sorella LaToya, in quegli anni sfortunatamente sposata con Jack Gordon, marito particolarmente violento e legato ad ambienti mafiosi. Gordon arrivò a manipolarla in diverse occasioni costringendola a dichiarare ai media i suoi dubbi sul comportamento del fratello.

Ma l’incubo era appena iniziato. Il documentario fa un inciso sui problemi di pelle di Jackson, lupus e vitiligine per introdurre il barbaro esame al quale venne sottoposto nel 1993.

Conoscendo Michael, Jordan avrebbe potuto descrivere le parti intime del cantante genericamente come “macchiate” e ottenerne un vantaggio. Evan riuscì ad ottenere un ordine per costringere il cantante a sottoporsi a tutta una serie di fotografie imbarazzanti da parte degli inquirenti per poter veirificare eventuali concordanze. E nel caso non ci fossero state, si sarebbe data la colpa alla vitiligine, che muta molto rapidamente.

Le dichiarazioni raccolte dagli inquirenti non coincisero con le fotografie scattate dagli stessi e nessun mandato di arresto venne emesso nei confronti del cantante.

Intanto, sempre nell’agosto del 1993, l’avvocato Barry Rothman veniva denunciato per estorsione dal team legale del re del pop di fatto lasciano il proprio incarico per i Chandler. Venne sostituito da Gloria Allred che si mise subito in luce con una conferenza stampa sbraitando come la famiglia Chandler fosse pronta ad un processo penale, ma anche lei ebbe poca fortuna.

Barry Rothman, lavorando dietro le quinte, assoldò un altro avvocato senza scrupoli, Larry Feldman, con il compito di portare il tutto ad un giudizio civile e avere un risarcimento prima che potesse intervenire un “criminal” case, ed avere così la possibilità di far emergere anzitempo la tattica difensiva della superstar.

Il 25 gennaio 1994, proprio quando Jackson avrebbe dovuto essere sentito in tribunale, i legali di Jackson negoziarono un accordo con la famiglia Chandler, l’assicurazione si incaricò di pagare il dovuto e come conseguenza Michael avrebbe dovuto rinunciare alla sua denuncia per estorsione.

In pratica la storia veniva raccontata al rovescio. Jackson era stato vittima di un articolato tentativo di estorsione partito da accuse infondate, che si era concluso con una transazione finanziaria. Una transazione che lasciava comunque aperta la porta a qualunque procedimento penale.

Nonostante questo, il danno sembrò da subito ben maggiore di un procedimento penale. Si fecero strada tutta una serie di personaggi che, in un modo o nell’altro, avevano avuto a che fare con il re del pop, spesso come dipendenti del Ranch di Neverland, tutti pronti a vendere le loro dichiarazioni, mai troppo specifiche, sempre troppo evasive per insinuare nell’opinione pubblica dubbi che nella residenza del cantante avvenissero cose strane.

Uno dei principali protagonisti di questo macabro teatrino fu Victorio Gutierrez, un reporter freelance originario del Cile e dalla fine degli anni ottanta vicino ad ambienti pro-pedofilia. Gutierrez usò la storia di Jackson diventando referente per quei tabloids che volevano sentirsi dire qualcosa di scabroso e scrisse un libro dal titolo “Michael Jackson was my lover”.

Quello stesso libro venne poi usato come traccia per scriverne un altro sulla stessa falsa riga e che si proponeva stavolta di rivelare i retroscena delle accuse di Jordan Chandler a Michael Jackson senza intaccarne l’accordo di riservatezza.

Il libro “All That Glitters”, fu scritto da Raymond Chandler (basandosi sui racconti di Evan Chandler), lo zio di Jordan, nel 2004. Di fatto Victor Gutierrez avrebbe fatto di tutto per far credere al mondo che Michael fosse un pedofilo in quanto, nella sua mente, se una superstar avvesse fatto di questi atteggiamenti propaganda, forse un giorno la pedofilia sarebbe stata accettata dalla società.

Ma se il caso aveva dato ampio sfogo a personaggi di second’ordine, in realtà chiunque volesse guadagnare notorietà e qualche titolo di giornale avrebbe avuto, da questo momento in poi, possibilità di farsi conoscere.

E purtroppo di persone senza scrupoli ne avevamo conosciute anche in ambito giornalistico. E’ il caso di Diane Diamond, reporter d’assalto che, al caso Jackson, sembrava essersi affezionata in modo quasi morboso. Fino a volare a Toronto (Canada) dopo aver ricevuto una lettera di un ragazzo che sosteneva di essere stato molestato dal cantante.

In un primo tempo credibile, si scopri che dietro alle stravaganti confessioni del giovane c’era Rodney Allen, un pregiudicato in carcere per, guarda un po’, pedofilia. E, udite udite, in contatto da tempo con Victor Gutierrez.

Nel 1999 un blog su internet sulla cui paternità non si ha certezza, rivelava che Jordan Chandler non avesse mai subito molestie e che il tentativo di estorsione sarebbe partito da molto lontano, dalla connessione di Rodney, Victory Gutierrez e Evan Chandler. Erano le scuse di Rodney Allen a Michael. Scritti che però continuano ad essere sinistri ma senza alcun tipo di conferma ufficiale.

A fine 1996, Michael ottiene dal tribunale un risarcimento per le bugie diffuse da Victor Gutierrez riguardo alla sua relazione con alcuni minori. La cifra è di 2,7 milioni di dollari per diffamazione.

Nello stesso periodo Jackson sposa Lisa Marie Presley e partecipa alla trasmissione di Diane Sawyer per lanciare il suo nuovo disco HIStory. Durante l’intervista Jackson non parla specificatamente del caso Chandler ma precisa come nessuna fotografia scattata al suo corpo abbia mai rappresentato una prova.

Per Evan Chandler questo lede l’accordo di riservatezza e ritorna dagli avvocati chiedendo un risarcimento di 60 milioni di dollari e la possibilità di infrangere a sua volta il patto di riservatezza pubblicando un suo album dal titolo EVANstory. Dopo alcuni anni di tira e molla, nessun giudice abboccherà all’amo e Evan Chandler non avrà nulla di quello che chiedeva.

Il documentario prosegue tessendo un filo conduttore fino al 2003, anno in cui un’altro episodio arriva a turbare la quiete ritrovata dell’artista, la famosa intervista rilasciata al giornalista Martin Bashir, nella quale, invece che far vedere il vero Michael, ancora una volta, il re del pop viene presentato in modo alquanto sinistro. “Living With Michael Jackson” arrivava nelle casi degli americani e di tutti i fan sparsi nel mondo.

Portandosi dietro nuove accuse.

Ma anche una rivelazione importante. Vi ricordate di Josephine Zohny, la ragazza allora 17enne e che, studiando music business era entrata in contatto con Jordan Chandler?

Attraverso di lei veniamo a sapere che, subito dopo la messa in onda del documentario “Living With Michael Jackson”, in una normale discussione di classe riguardo alla possibilità che Jackson fosse o meno un pedofilo, proprio Jordan Chandler, senza essere imboccato da nessuno e partecipando al dibattimento, avrebbe detto che anche secondo lui Michael Jackson non sarebbe mai stato capace dei comportamenti dei quali lo si accusava.

Stiamo parlando dello stesso Jordan Chandler che nel 1993 aveva ottenuto un risarcimento proprio per quella infamante accusa. In discussioni private successive, lo stesso Jordan avrebbe più volte manifestato a Josephine di essere stato manipolato dai propri genitori per ottenere soldi. Tutte affermazioni che avvennero prima che Gavin Arvizo facesse le sue accuse.

Come ci ricorda il documentario, a seguito dell’accordo del 1994 del caso Chandler, le leggi della California oggi proibiscono che un procedimento civile possa venir prima di un procedimento penale. In quel frangente Michael si era trovato contro anche la legge. Non sarebbe più successo per nessun altro.

Quando, nel 2003, Gavin Arvizo chiese a Michael di dormire nella sua stanza ospite a Neverland, il cantante disse di chiedere alla madre, poi intervenne Frank Cascio che non permise la cosa ritenendola inopportuna.

Solo allora Jackson acconsensì ad una condizione. Che i due fratelli dormissero nella sua stanza sul letto, lui e Frank Cascio avrebbero dormito sul pavimento.

Nel 2003, la famiglia Arvizo avvicinò lo stesso avvocato Larry Feldman per aprire un procedimento civile contro Jackson. Stavolta, una causa penale avrebbe avuto la precedenza.

Il 18 novembre 2003, in base alle dichiarazioni di Gavin Arvizo, un mandato di arresto venne emanato nei confronti di Michael Jackson.

Durante tutto il procedimento, la famiglia Arvizo cambiò più volte le proprie deposizioni cadendo spesso in contraddizioni. Notando la fragilità del caso, l’accusa tentò di riportare in auge le vecchie accuse del 1993 per dimostrare un filo conduttore nella condotta di un presunto pedofilo. Fece di tutto per tentare di ritrovare Jordan Chandler e portarlo di fronte ad una giuria ma senza successo.

Michael venne dichiarato innocente il 13 Giugno 2005. Mori prematuramente il 25 giugno 2009.

Nel 2013 Wade Robson ha aperto una causa con l’Estate del cantante sostenendo di essere stato molestato in gioventù e chiedendo un risarcimento, qualche tempo dopo James Safechuck si è unito a lui con la stessa accusa e sempre in cerca di soldi.

Nel 2017 il caso è stato archiviato e nel 2019 i due stanno ancora facendo appello. Nel frattempo hanno preferito la strada della tv, dando in pasto ai media il documentario “Leaving Neverland”.

E’ il triste epilogo di questa storia che ci mette sotto gli occhi tutto il percorso fatto dagli accusatori di Michael Jackson negli anni. Attraverso il preciso e puntuale lavoro di Danny Wu è possibile scoprire tutta una serie di indizi ed informazioni che uniscono i comportamenti di quanti hanno tentato di estorcere denaro al povero Michael, una pratica che ancora oggi, sembra non essere passata di moda.

Un documentario ben fatto, completo e da vedere, per rendersi conto di quello che possa aver passato, fin dagli anni novanta, il nostro artista preferito. Un lungometraggio che andrebbe diffuso in televisione e che tutti meriterebbero di conoscere. Non solo noi fan.

Ma forse questo è chiedere troppo.

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TOM MESEREAU AND MJESTATE NEW MJ PROJECT

michaelmania2019#

Tom Mesereau chiama a raccolta i fan di Michael Jackson.

The Estate has asked us to share the attached letter from Tom Mesereau to you. He and The Estate are creating an extensive archive of as many of the acts of kindness that Michael performed during his lifetime as is possible to compile including, especially, the lesser-publicized stories.

Please send your submissions to mjactsofkindness@mjonlineteam.com. The MJ Online Team will be compiling submissions for this project to send to the Estate and Mr. Mesereau. We all look forward to reading your stories. (MJEstate)

Click here to read Mr. Mesereau’s letter: https://mcusercontent.com/b10cd0eb926d3e80232b5aeef/files/8f57b83e-5ada-4711-bf0a-bb51cf32b8b4/TomMesereau05062020.pdf

QUINCY JONES Vs MJJ PRODUCTIONS

michaelmania2019#

L’Estate di Michael Jackson taglia il compenso di Quincy Jones.

“A Quincy Jones spetta molto meno”

La corte d’appello della California ha stabilito che un giudice del processo che sovrintendeva alla lotta tra Quincy Jones e la MJEstate per ottenere più royalties per il suo lavoro di produttore nei dischi di Michael Jackson non avrebbe interpretato adeguatamente i contratti.

Di conseguenza, la precedente sentenza secondo la quale Quincy avrebbe avuto diritto a $ 9,4 milioni tre anni fa, è stata annullata.

Jones originariamente aveva fatto richieste per 30 milioni di dollari per progetti realizzati dopo la morte di Michael Jackson, tra cui remix di canzoni di successo e la licenza dei masters per il progetto This Is It.

Dopo un processo nel 2017, la giuria aveva emesso un verdetto secondo il quale Jones aveva diritto a quasi $ 1,6 milioni di risarcimento perché non aveva il diritto di partecipare a quei remix, ulteriori $ 5,3 milioni in utili provenienti da joint venture, circa $ 2 milioni per il progetto This Is It e $ 180K per ricavi generati da performance pubbliche estere.

Ma il caso avrebbe dovuto arrivare ad una giuria?La corte d’appello stabilisce che il giudice del tribunale superiore di Los Angeles, Michael L. Stern, avrebbe dovuto esaminare prove estrinseche sul contratto per prendere una decisione preliminare sul significato degli accordi di produzione di Jones.

Solo quando i contratti si fossero rivelati passibili di più interepretazioni e vi fosse stato un sufficiente conflitto nelle prove ti tali interpretazioni, il caso avrebbe dovuto essere sottoposto ad una giuria.”Il tribunale non ha svolto queste funzioni giudiziarie, ma ha consentito alla giuria di agire a titolo giudiziario”, cita la delibera.

Per quanto riguarda la corretta interpretazione dei contratti, la corte d’appello ha proceduto a dare una propria occhiata alle prove estrinseche ed è giunta alla conclusione che nulla abbia mai provato come a Quincy Jones fosse dovuto più di un tasso di royalty del 10% sulle vendite dei dischi. La corte d’appello ha potuto constatare che questo tasso era stato fissato, nulla che testimoniasse il contrario.

Sulla questione degli utili della joint venture, il parere afferma che:

L’aggiudicazione di $ 5.315.787 a favore di Quincy Jones deve essere annullata perché si basava sulla conclusione impropria della giuria secondo cui:

(1) gli Accordi con i produttori intitolassero Jones a una quota delle entrate nette per le licenze d’uso dei Master;

(2) gli Accordi con i produttori avessero autorizzato Jones a oltre il 10 percento delle vendite dei dischi se la Sony avesse aumentato nel tempo il tasso di royalties di Jackson negli Accordi di registrazione.

La corte d’appello ha concluso inoltre che gli accordi dei produttori non autorizzavano Jones a ricevere commissioni per i remix dei masters e, al tempo stesso, i danni richiesti nello specifico, sarebbero risultati troppo speculativi.

Il caso è quindi stato rinviato al giudice del processo, che dovrà ora presumibilmente tagliare bruscamente il risarcimento fino ad oggi stabilito, sulla base della decisione odierna.MJJ Productions era rappresentata di team di Kinsella Weitzman.

LINK: https://www.hollywoodreporter.com/thr-esq/quincy-jones-94m-win-michael-jackson-royalty-suit-wiped-by-appeals-court-1293352?fbclid=IwAR3VT-qxBTIe_1nwjEM6m9cLvD48sRwOz67u1mwzY3dPmBDcn-BxmGlYKr8

Foto Quincy Jones: https://www.flickr.com/photos/cfccreates/14167860592 (Canadian Film Center / Sam Santos)

Foto license: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.it

SONIC FANTASY

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Sonic Fantasy, il documentario spagnolo sulla genesi di Thriller.

Michael Jackson’s Thriller Album

Come è nato l’album più venduto di tutti i tempi. Diretto da Marcos Cabotà e prodotto da Luk International e Nova Producciones. Coming soon…

Nel lontano 1980 a Los Angeles un gruppo di musicisti capitanati da Quincy Jones e dal suo ingegnere del suono Bruce Swedien si imbarcarono in un progetto che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rivoluzionare l’industria musicale di allora. Quel progetto si sarebbe chiamato “Thriller”.

Per la prima volta, 38 anni più tardi, tutti quelli coinvolti in quella produzione si sono riuniti per spiegare e raccontare la storia dietro alla creazione di questo masterpiece. Cosi come l’ingegnere del suono Bruce Swedien sia diventato l’artefice di questa incredibile leggenda.

Dopo quasi 40 anni dalla sua pubblicazione, Thriller rimane l’album più venduto della storia della musica. E ogni cosa ha una sua ragione…

Sonic Fantasy Movie: https://www.sonicfantasymovie.com

LUK Productions: http://luk.es/

NOVA Producciones: https://www.novaproducciones.es/

MICHAEL JACKSON THE REAL STORY

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An Intimate Look Into Michael Jackson’s Visionary Business and Human Side

“Tu sei stato con lui per tanto tempo. Devi raccontare la vera storia. Devi raccontare la vera storia di mio figlio.” Queste le parole di mamma Katherine che hanno ispirato Dieter Wiesner, amico e manager di Michael Jackson per diversi anni, nello scrivere e portare a termine questo nuovo libro: “Michael Jackson: The Real Story”

Ispirato da un obbligo morare di raccontare la verità, Mr. Wiesner condivide preziose informazioni riguardo a Michael Jackson, il suo visionario genio per gli affare, il padre affettuoso e l’uomo di famiglia.

Quello che distingue questa pubblicazione rispetto alle altre uscite fino ad ora, e che raccontano in qualche modo la vita dell’artista più famoso del mondo, sono la quantità di documenti originali in possesso del manager, scritti e registrazioni vocali che Michael stesso ha registrato per lui e con il quale si confidava durante il loro sodalizio.

Wiesner era inseparabile da Michael in particolar modo durante tutto l’HIStory World Tour e i suoi 80 concerti che hanno raggiunto cinque continenti. Dopo quella avventura, Dieter visse con Michael e i suoi figli per diversi anni all’interno del Neverland Ranch.

Attraverso “Michael Jackson: The Real Story” i fan avranno la possibilità di approfindire aspetti mai venuti alla luce prima d’ora grazie agli archivi e alla lealtà del manager che, dopo le prime accuse, ha riportato Michael ad essere l’incontrastato re del pop in ogni angolo del pianeta.

Il libro, inizialmente bloccato dall’Estate del cantante qualche anno fa in virtù della possibile diffusione di materiale audio (telefonate) del re del pop, è oggi disponibile grazie alla vittoria di Dieter Wiesner in tribunale in merito alla questione.

Il volume è pubblicato sia in versione paperback che come ebook.

Dieter Wiesner Official Website

MJESTATE: DONAZIONE MILIONARIA

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In prima linea nell’affrontare questa inaspettata emergenza sanitaria, anche l’Estate di Michael Jackson dona, a nome delle numerose azioni fatte dal re del pop durante tutta la sua carriera, una cifra importante a tre organizzazioni americane: Broadway Cares, Three Square Food Bank e MusicCares. Ognuna di esse riceverà 100.000 dollari per portare avanti azioni di supporto ed aiuto in questo delicato momento di crisi.

“Questo virus sta colpendo al cuore delle comunità che ci circondano” riferiscono John Branca e John McClain, esecutori dell’Estate di Michael Jackson. “Abbiamo appena saputo della prematura scomparsa del leggendario Manu Dibango (influenza di spicco nella realizzazione della hit Wanna Be Startin’ Something). Molti altri performers e operatori musicali di Broadway stanno poco bene o si trovano a dover affrontare un periodo senza lavoro e un futuro incerto.

Las Vegas, una città che ha sempre riservato un’accoglienza straordinaria a Michael Jackson, ora si ritrova ferma lasciando migliaia di persone senza lavoro e le loro famiglie senza entrate. L’attenzione e lo spirito di Michael, la sua generosità e il suo aiuto agli altri sono stati per tutta la sua vita un esempio per tutti, queste donazioni sono ispirate a lui e da lui.”

A New York, l’Estate del cantante ha risposto ad una chiamata di più di 20 produttori del posto che sono riusciti a raccogliere oltre un milione di dollari di donazioni riuscendo a dare una grossa mano all’instancabile lavoro della Broadway Cares. Michael amava assistere agli spettacoli di Broadway e l’Estate, insieme al suo partner, la Lia Vollack Productions, porterà il musical MJ The Musical tra non molti mesi.

“Ogni giorno che passa e che i teatri rimangono chiusi e fermi, l’intrattenimento e tutti gli artisti e i professionisti del settore sono costretti a nuove e inaspettate sfide senza precedenti” riferisce Tom Viola, direttore esecutibo del Broadway Cares. “Questa incredibile donazione da parte dell’Estate di Michael Jackson aiuterà sicuramente tutti, onstage, backstage e chi lavora dietro le quinte riuscendo a garantire cure mediche, supporto finanziario di emergenza per le famiglie e un aiuto concreto in questo periodo di crisi.”

A Las Vegas, la donazione dell’Estate permetterà di fornire 300.000 pasti ai più bisognosi garantendo l’aiuto già importante della Three Square Food Bank, la più importante organizzazione foodbank del Nevada. Attraverso MusicCares invece, l’Estate supporterà invece i musicisti con i quali Michael Jackson ha lavorato negli anni in un periodo nel quale l’industria sta affrontando una sfida ad ogni livello a causa del corona virus.

Fonte: https://variety.com/2020/biz/news/michael-jackson-estate-donates-coronavirus-relief-broadway-1203544172/?fbclid=IwAR2ywQpKFCkbvJLozWAprWy-WDTmv9BH0n5VW-ZBzcwst-PkVEns9hwMXlA

BMI E MJESTATE ACCORDO RINNOVATO

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Broadcast Music, Inc. (BMI) (Broadcast Music Inc.) e l’Estate di Michael Jackson hanno annunciato oggi di aver siglato il rinnovo del loro accordo. BMI continuerà a rappresentare i diritti di esecuzione dell’intero catalogo di canzoni di Michael Jackson.

Questo nuovo accordo continua una relazione ininterrotta di ormai 41 anni tra il re del pop e l’organizzazione dei diritti di esibizione, iniziata nel 1979 quando Michael Jackson firmò per la prima volta con BMI. L’Estate del cantante e BMI avevano rinnovato l’ultima volta il loro accordo nel 2014.

“Michael ha firmato per la prima volta con BMI nella fase nascente della sua carriera da solista e BMI non ha mai vacillato nel suo impegno per il suo straordinario talento. Si tratta di un accordo significativo, commisurato alla solida crescita dell’interesse per la sua musica e al suo costante contributo alla cultura “, ha dichiarato John Branca e John McClain, co-esecutori dell’Estate di Michael Jackson.

Source: https://www.broadwayworld.com/bwwmusic/article/Michael-Jackson-Estate-Inks-BMI-Deal-20200121?fbclid=IwAR0sPwfgbAb4EQ-3bsW7mdjWnJ89kZxeH0UD30tMCmMvHnyFI2lxdwGcrIA

MJ THE MUSICAL PRESALE

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UPDATE 14 GENNAIO – PREVENDITE MJTHEMUSICAL AL VIA

Stanno per iniziare le prevendite… usa il codice MJFAN3 per avere un accesso anticipato alle date e alla possibilità di prenotare il tuo pacchetto ticket o VIP seguendo il link sotto.


PRESALE: https://michaeljackson.us12.list-manage.com/track/click?u=b10cd0eb926d3e80232b5aeef&id=e6bedce972&e=0e2ff505f8

Presale tickets coming… Dal prossimo 14 Gennaio per chi si sarà registrato sul sito mjthemusical.com ci sarà la possibilità di procedere con l’acquisto in anteprima dei biglietti del nuovo musical dedicato a Michael Jackson.

In vendita a partire dal 15 Gennaio, già dalla sera del 13 saremo in grado di darvi lo speciale link d’accesso. Stay tuned. Intanto se volete proporvi come impersonator del cantante, si sta cercando (anche inviando un proprio video) nelle principali città degli Stati Uniti.

Si sa mai di entrare nel cast di MJTHEMUSICAL. Buona fortuna!

Corte D’Appello applica nuova legge in California

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Era nell’aria da qualche tempo… Le leggi Californiane a partire dal primo gennaio 2020, estendono le tutele per le presunte vittime di reati di abusi/pedofilia fino al compimento del 40esimo anno di età.

In seguito a questa nuova normativa la Corte d’Appello, alla quale avevano fatto riferimento i legali di Robson e Safechuck, concede il diritto di esporre di fronte ad una giuria il loro caso (ed eventuali prove).

In base alla sentenza (che rimanda ad un eventuale nuova causa e non entra nel merito dei procedimenti finora stralciati), i due potranno citare in giudizio l’Estate del cantante ed eventuali dipendenti di Jackson che, secondo l’accusa, avrebbero di fatto favorito i comportamenti del cantante.

L’Estate di Jackson nel frattempo ha rilasciato un breve statement a TMZ:

“La Corte d’Appello NON ha riaperto le cause legali di Mr. Robson e Mr. Safechuck contro l’Estate di Michael Jackson. Entrambe queste cause sono state archiviate nel 2016. I due poi assurdamente affermano che i dipendenti di Michael siano in qualche modo responsabili di abusi sessuali che non sono mai avvenuti.”

Alla luce dei fatti di questi giorni, è quindi probabile che si tornerà a parlare dei fatti di Leaving Neverland anche nel 2020.

Articolo originale: https://www.tmz.com/2020/01/03/michael-jacksons-accusers-allowed-to-sue-for-sexual-abuse/?fbclid=IwAR0P1nVcmxtq30-x8NtwZSNXBTd4M3EowMQkxbt5vgOa-mxKx74CLk_7MOk

DISNEY E MJESTATE SETTLEMENT

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Disney e l’Estate di Michael Jackson hanno raggiunto un accordo in una vicenda che li vedeva contrapposti dalla messa in onda del documentario “The Last Days Of Michael Jackson” sull’emittente ABC lo scorso maggio 2018. Durante la messa in onda venivano presentati spezzoni da “This Is It” nonchè altri lavori della popstar quali estratti da “Thriller” e “Black Or White”.

Subito dopo il documentario di due ore, era apparso chiaro che la Disney, sempre attenta e ligia nel far rispettare i propri diritti di copyright rispetto a terzi, fosse incappata in una palese violazione del copyright dell’Estate di Michael Jackson in merito ad alcuni contenuti riconducibili al re del pop usati senza nessuna autorizzazione e fuori da quello che potesse essere definito “fair use”.

Ne era seguita una citazione emittenteuna richiesta di risarcimento da parte degli avvocati di Jackson.

La vicenda ora può dirsi conclusa. Le parti hanno raggiunto un accordo che l’avvocato Howard Weitzman ha definito “amichevole”. E ovviamente, segreto.

Source: https://www.hollywoodreporter.com/thr-esq/disney-settles-michael-jackson-estates-suit-abcs-last-days-special-1264061?fbclid=IwAR0YcQfNk_N6sB2RFfvqONdpd76qSaJz45WSUOUuXuh6VO7KGuLgpPS86pE

KINGSART EXIBITION IN GIAPPONE

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KINGSART EXIBITION IN GIAPPONE (15/27 DICEMBRE)

Michael Jackson è conosciuto in tutto il mondo per la sua musica, ma per tutta la sua vita, il “Re del Pop” è stato guidato anche da un’altra passione: i suoi quadri.

A partire dal 15 dicembre, potrete ammirare le repliche di alcune delle sue opere in una mostra nella galleria Kashiyama Daikanyama di Shibuya.

“Kingsart Exhibition” sarà la prima installazione di questo tipo al mondo a presentare le opere del musicista scomparso (per lo più autoritratti e dipinti incentrati sulla carriera musicale di Jackson) dalla fine degli anni Ottanta al 2002. La possibilità di vedere le opere termina il 27 dicembre.

Il progetto parte dall’idea originale del pittore Brett Livingstone di raccogliere i lavori di Michael Jackson in un libro, cosa poi avvenuta, non senza polemiche, nel lontano 2015 attraverso una casa editrice svizzera.

Oggi, parte di quei lavori, che abbiamo ammirato su carta, viene riprodotta per questa esibizione insieme a tutta una serie di gadgets collegati all’evento.


https://www.kashiyamadaikanyama.com/
Source: https://www.tokyoweekender.com/2019/12/king-pops-kingsart-coming-shibuya/

FOR THE LOVE OF A GLOVE IN SCENA A GENNAIO

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FOR THE LOVE OF A GLOVE – COMMEDIA MUSICALE

Arriva al “Center for Inquiry West” di Los Angeles, a partire dal prossimo 25 Gennaio 2020 e fino ai primi di marzo, lo spettacolo che il comunicato riferisce prodotto da Johnny Deep e la sua “Infinitum Nihil” (Notizia al momento che pare smentita).

“For The Love Of A Glove” è una fiaba musicale non autorizzata ispirata alla vita del re del pop e narrata dal “suo guanto”.

[…] “PER L’AMORE DI UN GUANTO adotta un approccio offensivo alla storia della vita di Michael Jackson. Usando il guanto di Michael come narratore della commedia, lo spettacolo è un nuovo sguardo revisionista sulle strane forze che hanno modellato Jackson e gli scandali che lo hanno tormentato.

Ri-raccontando i veri eventi della vita attraverso la prospettiva di un guanto, che è anche un alieno di talento musicale che cerca di impadronirsi dell’umanità, lo spettacolo è comico ed intriso di spirito Motown.” […]

Sito: https://www.fortheloveofaglove.com

Original Source: https://www.broadwayworld.com/los-angeles/article/Julien-Nitzberg-Announces-His-New-Musical-FOR-THE-LOVE-OF-A-GLOVE-An-Unauthorized-Musical-Fable-About-The-Life-Of-Michael-Jackson-As-Told-By-His-Glove-20191126?fbclid=IwAR1le9JjfFn-zYEevBscKzUfkCeuulDl-GcZLtcE9QHtwrYI9dW41CgnZXo

MICHAEL JACKSON: IL FILM

michaelmania2019#

IN LAVORAZIONE IL DOCUMENTARIO CHE TUTTI I FAN ASPETTANO
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Graham King, produttore del fortunato documentario “Bohemian Rhapsody” dedicato a Freddie Mercury e ai Queen ha appena strappato un accordo con l’Estate di Michael Jackson per i diritti di utilizzo della storia e delle canzoni del re del pop. Lo scopo la produzione di un nuovo film basato, questa volta, sul nostro idolo.

Al momento non si conoscono dettagli sullo studio che affiancherà la produzione ne chi ne sarà il distributore a livello mondiale. L’unica cosa certa è che, così come per il precedente “Bohemian Rhapsody”, a Graham King spetterà un lavoro che i fan di tutto il mondo attendono da tempo.

Il produttore si affiderà al tre volte nominato agli Oscar, John Logan. More news to come…

Fonte: https://variety.com/2019/film/news/michael-jackson-music-biopic-in-the-works-from-bohemian-rhapsody-producer-1203413480/?fbclid=IwAR1WvcARSPM71av-0fiPL6PUdaJQbpYeNm6oRbkLXl9Ypj5B5Po21nEO5u4