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MICHAEL JACKSON BAD AGAIN: ATILLA CEYLAN MAKING A NEW 3D “BAD” PROJECT

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Per Michaelmania abbiamo fatto quattro chiacchiere con il 3D Character Creature Concept Artist Atilla Ceylan. Ci ha parlato del suo nuovo progetto 3D e del suo essere fan.


Ciao, iniziamo sempre le nostre interviste con una piccola presentazione, cosa diresti a chi ancora non ti conosce?
Ciao e grazie per questa bella opportunità. Mi chiamo Atilla Ceylan (“il flagello di Dio” LOL). Ho discendenze turche ma sono nato a Vienna in Austria dove ho studiato 3D Arts e Animazione. Oggi vivo a Vancouver, in Canada, con mio figlio, Temujin, e nonostante sia un padre single, mi occupo anche di realizzazioni di creature 3D per il cinema e per alcune produzioni televisive. Se potessi avere un po’ più di tempo libero per me, penso lo userei per proseguire i miei progetti personali (come quello su Michael Jackson e il nuovissimo appena iniziato su Jackie Chan). Amo e apprezzo le culture, le tradizioni e le religioni. Mi ritengo una persona rispettosa e ho un alto senso della giustizia.

Sul tuo sito web atillaceylan.com ti definisci “3D Character Creature Concept Artist”. Cosa fai esattamente nel tuo lavoro?
In breve, io realizzo mostri. Visualizzo di fatto l’idea di un regista e i suoi desideri attraverso un personaggio o una creatura in 3D. Generalmente è un lavoro che rimane digitale, viene animato e renderizzato anche se qualche volta è stato usato per creare un costume indossato da un attore o un modellino per altre esigenze di produzione.


Michael Jackson Digital rendering
Studying Michael Jackson – courtesy of Atilla Ceylan

A guardare dalle foto online sembri molto giovane, nonostane questo hai già un invidiabile curriculum. Partendo dalla passione per i supereroi sei diventato un punto di riferimento per l’industri dell’intrattenimento, cinematografico e televisivo. E’ stato un processo difficile? Come è avvenuto il tutto?
Grazie per le belle parole. Ho sempre disegnato i miei mostri ed i eroi e personaggi preferiti fin da quando ero ragazzino. Ho sempre voluto fare qualcosa in quella direzione per vivere ma non ho mai avuto idea di quello che sarebbe potuto diventare. Fino a quando ho scoperto il 3D. Il Digital Sculping per essere esatti. E’ venuto naturale per me e mi sento veramente fortunato di poter fare un lavoro per vivere che ho sempre amato. Mio padre mi ha sempre detto di rimanere sempre occupato e motivato. Ed è quello che sto facendo.

Quando c’è una buona motivazione, niente sembra essere troppo difficile. Dopo essermi diplomato al college in 3D Arts and Animation a Vienna, ho lavorato come freelancer. Come 3D Character Artist, un po’ qui e un po’ la per qualche studio locale, generalmente posti specializzati in videogames, mobile games e spot pubblicitari. Da li ho rifiutato molte proposte per un lavoro full time, per rincorrere la mia speranza e passione di trasferirmi in una nazione dove si parlasse inglese, preferibilmente nel Nord America. Volevo andarmene da Vienna con tutte le mie forze e ho investito tutto il mio tempo libero per sistemare al meglio il mio portfolio in modo da avere una chance per potermi presentare a qualche studio all’estero.

Ero arrivato al punto che molti dei miei amici preoccupati mi avevano suggerito di smettere di sognare e di svegliarmi, perchè, secondo loro, non ce l’avrei mai fatta. Bene… mi piacciono le sfide e la prima è arrivata appena mi sono trasferito a Toronto, Canada, dove ho iniziato a lavorare nella mia nuova posizione di 3D Character Artist alla Mr.X Inc.

Arrivare a lavorare per importanti produzioni è sicuramente una cosa eccitante. C’è un progetto al quale sei particolarmente legato? E hai qualche tipo di preferenza sul lavoro?
Lavorare in una grossa produzione cinematografica è qualcosa di ovviamente eccitante. Specialmente se parliamo di una progetto di Guillermo Del Toro (GDT). Come Michael Jackson è il re del pop, Bruce Lee il re del Kung Fu, Jackie Chan il re dell’azione, Guillermo Del Toro è il re dei “mostri”. Nessuno parola penso possa descrivere come ci si sente a poter lavorare con una persona di quel calibro. E sottolineo quel “con” perchè nonostante lavorassi per una produzione GDT, lui mi ha sempre trattato con dignità e mostrato sempre molto interesse nel mio lavoro e per la mia persona. Ritengo di essere stato immensamente onorato. GDT + un perfezionista (che è una cosa positiva) e molto esigente (che è altrettanto positivo). Dopo ben 4 progetti con lui, ho guadagnato una certa esperienza, tale che probabilmente non avrei potuto fare in una intera vita.

Così questa è una delle cose che preferisco nel lavoro. Essere rispettosi verso gli altri, spingere i tuoi colleghi a dare il meglio e lavorare con il cuore e con passione fino a che il tutto sia perfetto (o il produttore ti dica di smetterla perchè si è andati fuori budget! LOL). Uno dei miei sogni ed obbiettivi nella vita era di potere un giorno mostrare a mio figlio un poster di un film con una mia creatura sopra, una di quelle alle quali abbia lavorato. E penso di esserci riuscito con il manifesto del film “Shape Of Water”.


Shape Of Water poster
The Shape Of Water – Guillermo del ToroTSG Entertainment

Lavorare in ambienti così competitivi come l’industria dell’intrattenimento richiede abilità non comuni, passione e costante studio. E’ un ambiente che continua ad evolversi e che richiede di essere sempre al passo con le nuove tecnologie, quali dritte daresti ad un ragazzo con la passione per i supereroi che volesse seguire il tuo esempio e diventare 3D Character Creature Concept Artist?
La risposta sta nella domanda. E’ un ambiente altamente competitivo, occorre rimanere costantemente aggiornati sulle ultime versioni software e tecnologie legate al lavoro. Serve creare della buona arte. Non solamente per se stessi. Occorre che ciò che si crea possa essere interessante per gli altri. Abbia un appeal. Non si potrà piacere a tutti ma se si conosce il proprio target sarà più facile avvicinarsi all’obbiettivo. Non nascondere il proprio lavoro. Farlo vedere e raccogliere feedback e critiche. Aiutano a crescere come artista e al tempo stesso fanno notare i tuoi lavori. Insegnerò in un corso alla Vertex School a partire dal prossimo 9 Agosto, 2020 sulla creazione di personaggi per i film.

Questo per quanto riguarda il mondo del lavoro, nel tempo libero invece cosa fai, hai preferenze?
Come ho già detto, sono un padre single. Ovviamente adoro passare del tempo con mio figlio e cercade di coinvolgerlo in alcuni dei miei progetti (senza dimenticarmi dei suoi). L’ho registrato mentre canta la mia canzone preferito di Michael Jackson e ho rappato con lui le nostre canzoni hip hop preferite. Guardiamo insieme film horror, anche se ci spaventiamo entrambi dopo averli visto e insieme condividiamo tutta una serie di interessi soprattutto nel campo dell’arte. Spero, un giorno di riuscire a mettere in piedi un “Creature Shop” con mio figlio e gestirlo insieme. A parte tutto ciò, mi piace il calcio, spesso ci giochiamo insieme e, quando lui dorme e io ho finito di lavorare, gioco a Pro Evolution Soccer.

All’interno del tuo portfolio abbiamo notato una produzione che ci ha colpito molto per la qualità dei dettagli, la creazione di un Michael Jackson virtuale, come è nato il progetto? E, supponiamo, tu stia lavorando con un team…
Prima di tutto, grazie. A dire il vero è iniziato tutto con una delusione. Avevo comprato la doll di Bad di Michael Jackson e non ero rimasto contento della realizzazione della testa. Inizialmente volevo semplicemente riscolpire la testa, stamparla in 3D, colorarla e rimpiazzarla ma alla fine mi sono ritrovato a rifare l’interdo corpo outfit compreso. Il mio collega, Jim Su, si è offerto di costruire uno scheletro di Michael Jackson da poter animare virtualmente. Così è nato il tutto.


MICHAEL JACKSON BAD AGAIN: <span>ATILLA CEYLAN MAKING A NEW 3D "BAD" PROJECT</span>
The Dream Team: from left Michael Issa Rubio, Temujin (Atilla’ son), Jim Su e Atilla Ceylan.

Mi prendo cura della parte artistica delle cose (il modellino 3D di Michael, sfondi, luci, inquadrature, l’editing, nonchè la musica e gli effetti, mentre lui si occupa degli aspetti tecnici (la dinamica dei capelli, dei vestiti, del viso). E, siccome Graham Qually (Capture Team Lead & Motion Capture Specialis) ci ha offerto di poter usare i suoi laboratori di ripresa, abbiamo assunto un ballerino ed attore, Michel Issa Rubio, per riuscire ad avvicinarci il più possibile alle mosse del re del pop nonchè alla sua mimica. Michel ha fatto un lavoro fantastico. Se ci fosse qualcuno la fuori che volesse unirsi al lavoro mio e di Jim per questo progetto, non esiti a farsi avanti e a contattarmi.


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All’interno del tuo sito web sostieni che questo sia un lavoro personale e che sia un tributo verso “chi ha avuto un grande impatto nella mia vita, un progetto da un fan per i fan”. Da quanto tempo sei fan di Michael Jackson e perchè hai scelto proprio l’era BAD per rappresentare Michael?
Avevo solo 4 anni quando mio padre mi ha mostrato il videoclip di BAD. Da qual momento, sono diventato un fan. Ho persino un filmato di quel periodo nel quale cantavo Bad, la canzone intera. (naturalmente le uniche parole giuste che riusciva a ripetere erano “Who’s Bad” e “Cha’mone” LOL). Ecco perchè ho scelto quell’era, e quella specifica canzone. Mi ricorda in modo profondo Michael e sono molto attaccato a questo brano.

Non ci viene in mente nessun progetto 3D/Animazione o virtuale dedicato all’era BAD. Alcuni progetti in giro per il mondo hanno rappresentato Michael in “Thriller” o nella “Dangerous” era. Questa è la prima volta che ci capita di vedere un lavoro del genere che riprenda l’era Bad ed in particolare il videoclip. Pensiamo sia un’ottima idea e ci piace un sacco. Quale posto occupa nella tua memoria l’album BAD e il relativo shortfilm?
L’album BAD è il disco con il quale sono cresciuto, quello che mi ha segnato maggiormente, quello che mi ha formato. Mi piaceva anche il look di Michael in quel periodo, il suo costume, lo stile, l’attitudine, il messaggio, il film Moonwalker, insomma tutto. Il videoclip di Scorsese è un capolavoro assoluto nel settore. Mi piace il contrasto che è riuscito a dare, un ambiente che mi si addice, soprattuto negli ultimi anni.

Abbiamo scoperto che stai lavorando ad un vero e proprio short film … Hai mai pensato di inviarlo o farlo vedere alle persone che ora si occupano degli interessi del cantante, la Michael Jackson Estate? Le persone che oggi si occupano di queste cose penso siano sempre alla ricerca di nuovi ed innovativi modi per ricordare e rafforzare la legacy di Jackson, soprattutto in ambito entertainment, visivo e utilizzando le ultime tecnologie…
Sarebbe ovviamente un sogno poter un giorno lavorare insieme al team che oggi cura gli interessi di Michael Jackson. Mi piacerebbe condividere con loro le mie idee e le mie visioni, per creare qualcosa di nuovo e fresco per i fan. Contenuti che possano spingersi verso le nuove tecnologie, VR inclusa. Magari questa intervista potrà aprire le porte per una potenziale collaborazione, non si sa mai…


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Michael Jackson BAD exclusive preview courtesy of Atilla Ceylan

Tornando al tuo essere fan di Jackson, hai un suo ricordo particolare? L’hai mai incontrato o sei stato ad un suo concerto o visto in un’altra occasione?
Non ho mai incontrato Michael Jackson di persona. Avrei voluto andare al concerto di Vienna del Dangerou Tour ma ero troppo piccolo, sono sicuro che poi i biglietti sarebbero costati troppo, soldi che al tempo non avevamo. L’ho comunque visto più avanti in TV (Dangerous Concert in Bucharest) e mi ha completamente rapito. Grazie a Dio l’abbiamo registrato e di quella VHS ho fatto uno scempio a furia di paure, rewind, slow motion, play, rewind per riuscire ad imparare i passi e la mimica di Jackson.

Una dei momenti che ricordo con maggior piacere è la versione a cappella di “Who Is It” che Michael ha fatto durante l’intervista di Oprah Winfrey. Nessun microfono, nessun sintetizzatore o altro macchinario professionale, solo voce, solo Michael Jackson, unplugged. Ha mostrato la sua conoscenza e le sue abilità in un attimo. Come sentiva la musica, come la viveva, usando l’intero corpo per interpretarla ed esprimersi. Quel beatbox! Semplicemente magico.

Sfortunatamente, come tutti sappiamo, Michael ci ha lasciato prematuramente nel 2009 appena prima dei suoi concerti di Londra. Cosa ricordi di quel periodo e come hai avuto la notizia della sua scomparsa?
Stavo tornando a casa per comprare i biglietti per il This Is It. Avevo risparmiato abbastanza soldi e avevo voglia, bisogno di vederlo dal vivo, almeno una volta nella mia vita. Mi sono fermato per un breve pranzo da asporto e insieme al cibo ho ricevuto la terribile notizia.

Stavo già passando un periodo piuttosto pesante, qualche mese prima avevo perso mio padre per un infarto. Come ho già detto, era stato mio padre che mi aveva fatto conoscere Michael, mio padre mi aveva comprato le cassette, le riviste, t-shirts, i mocassini. Mi ha incoraggiato ad ascoltarlo, è stato lui a registrarmi mentre cantavo le canzoni del mio idolo.

Ho perso mio padre, un uomo a cui guardavo, rispettavo, che amavo e poco dopo ho perso Michael Jackson, un’altra figura che ha significato molto nella mia vita. Per molto tempo ho sentito un senso di vuoto nella mia vita… ma volete sapere una cosa… il 29 agosto 2012 (il compleanno di Michael) sono diventato padre di mio figlio Temujin Ceylan. (Se questo non è un segno del destino, non so cosa possa essere…)

Seguendo Michael sin dal 1985 rimaniamo sempre sorpresi di come abbia potuto influenzare intere generazioni. Persone di ogni ordine e grado, artisti e persone normali. Il tuo progetto è solo l’ultimo esempio di come la superstar fosse amata. Cosa ti sentiresti di dire ai fan che leggerenno questa tua intervista?
Riguardatevi il discorso del reverendo Al Sharpton. Quello che ha tenuto al memorial di Michael Jackson. Se uno dovesse esprimere una leggenda in poche parole, Il Reverendo Al Sharpton ha detto tutto.